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Fibrosi epatica e sua determinazione con elastometria epatica (Fibroscan): - page 1 / 13

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Fibrosi epatica e sua determinazione con elastometria epatica (Fibroscan):

dalla ricerca alla pratica clinica

Introduzione

La prognosi e la gestione clinica dei pazienti affetti da malattia cronica di fegato è largamente influenzata dall’accumulo di fibrosi e dalla sua progressione nel tempo e le stesse scelte terapeutiche sono condizionate da questo parametro. Ciò enfatizza la necessità di una diagnosi precoce allo scopo di prevenire le complicanze.

Sino a pochi anni fa la biopsia epatica rappresentava l’unico strumento di valutazione della fibrosi. Tuttavia la biopsia è procedura invasiva che talora può essere dolorosa ed indurre complicanze e ciò può scoraggiare alcuni a sottoporsi a questa valutazione. In conseguenza di ciò molti pazienti, soprattutto negli ultimi anni, sono stati trattati con farmaci antivirali senza che si conoscesse la reale gravità di malattia ed altri, invece, non hanno mai potuto giovarsi di una terapia, perché timorosi di sottoporsi a questa procedura. Peraltro l’accuratezza della biopsia epatica è influenzata dall’errore di campionamento e dalla variabilità di interpretazione. Queste limitazioni possono portare alla sottostima della cirrosi, specialmente se il campione bioptico è piccolo o frammentato.

Per queste ragioni la valutazione della fibrosi epatica con metodi non invasivi ha rappresentato una sfida che ha favorito la ricerca di metodologie alternative. I diversi approcci hanno incluso la ricerca di markers surrogati di fibrosi, cioè di markers sierici che, in combinazione fra loro, potessero predire la fibrosi con un alto grado di accuratezza. Tuttavia la maggior parte di essi (Fibrotest, APRI, indice di Forns) è stata valutata solo nei pazienti con epatite C ed inoltre la loro performance diagnostica, oltre che essere fortemente influenzata da condizioni extraepatiche, è ben lontana dall’essere ottimale per la valutazione della cirrosi.

In questo contesto si inserisce la misurazione della fibrosi epatica mediante la elastometria ad impulsi (Fibroscan) che consente di stabilire in modo non invasivo l’entità della fibrosi, permettendo grazie alla sua accuratezza di seguirne l’evoluzione nel tempo.

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