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Fibrosi epatica e sua determinazione con elastometria epatica (Fibroscan): - page 2 / 13

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Razionale

La fibrosi epatica, ovvero la  sostituzione del parenchima epatico con matrice extracellulare, è l’aspetto principale del danno in corso di malattia cronica di fegato. La sua progressione nel tempo è responsabile dei maggiori eventi clinici, il risultato è la progressiva alterazione architetturale cui conseguono la disfunzione epatica e l’ipertensione portale; per questo la sua valutazione è essenziale per la corretta gestione del paziente.

La misura della sua estensione, lo stadio di fibrosi, rappresenta il più importante predittore di progressione di malattia che condiziona le scelte terapeutiche, può servire per valutare la risposta al trattamento ed infine determina la prognosi e il follow-up del paziente.

Negli ultimi anni sono stati fatti progressi sostanziali nella comprensione dei meccanismi che regolano la fibrogenesi e queste conoscenze ci forniscono una spiegazione razionale e plausibile della reversibilità del processo fibrotico, risultato di due processi biologici contrapposti: sintesi e rimozione di matrice extracellulare. Il virus dell’epatite C ad esempio determina stress ossidativo e richiamo di cellule infiammatorie che favoriscono l’attivazione delle cellule stellate e l’accumulo di collagene, ma è ormai noto che tale processo non è irreversibile e così con l’eradicazione virale le proteine di HCV cessano di esercitare il loro ruolo di stimolo diretto sui percorsi fibrogenici.

Per fibrogenesi si intende la produzione di matrice extracellulare (ECM) che classicamente aumenta in risposta ad un evento lesivo cronico. Lo sviluppo della fibrosi epatica riflette l’alterato equilibrio fra produzione di matrice e sua degradazione. La matrice extracellulare, normale impalcatura per gli epatociti, è composta da collagene, glicoproteine e proteoglicani. Le cellule stellate (cellule di Ito), localizzate nello spazio perisinusoidale, sono essenziali per la produzione di ECM ed esse vengono attivate in cellule produttrici di collagene da una varietà di fattori paracrini. Queste sostanze possono essere rilasciate da epatociti, cellule di Kupffer e cellule endoteliali in risposta al danno tissutale. Per esempio gli incrementati livelli di TGF- β1 osservati nei pazienti con epatite C e con cirrosi inducono le cellule stellate attivate a produrre collagene. L’aumentata deposizione di collagene nello spazio tra epatocita e sinusoide e la diminuzione degli spazi endoteliali conduce alla capillarizzazione dei sinusoidi. Sia la capillarizzazione che la contrazione dei sinusoidi, indotta dalle cellule stellate, contribuiscono alla ipertensione portale.

Tuttavia, l’accumulo di matrice in corso di malattia cronica di fegato non è fenomeno statico ed unidirezionale potendo essere controbilanciato dalla fibrolisi.

Infatti, l’eccesso di matrice prodotta stimola la fibrolisi mediata da enzimi noti come metalloproteinasi (MMP). Per questo i complessi di matrice extracellulare che costituiscono la fibrosi non sono uniformi e differiscono per età e composizione chimica.

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