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Fibrosi epatica e sua determinazione con elastometria epatica (Fibroscan): - page 7 / 13

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Dunque l’elastometria epatica consente oggi, nell’ambito dell’epatite C, di discriminare molto bene la fibrosi lieve dalla fibrosi avanzata. Credo che il fibroscan troverà ampia applicazione in presenza di: malattia lieve (NALT), genotipi facili da trattare o di controindicazioni alla biopsia, oppure in caso di pazienti riluttanti al trattamento o timorosi di sottoporsi ad un esame invasivo, ed infine nella valutazione del paziente cirrotico e della recidiva post-trapianto. Negli altri casi il fibroscan servirà per monitorare il paziente dopo la biopsia basale o in alternativa per posporre la biopsia sino al raggiungimento di valori stiffness indicativi di fibrosi significativa.

Cirrosi epatica

Considerata l’eccellente performance diagnostica, l’elevata specificità e il valore predittivo positivo del 97%, la elastografia si impone per la diagnosi precoce di cirrosi. La sua semplicità facilita il follow-up del paziente ed è interessante sottolineare come il 30% di essi, non esibisca segni bioumorali di malattia.

In questi pazienti solo i più alti valori di stiffness si associano ad una chiara evidenza ecografica o clinica di cirrosi,

Così la diagnosi clinica o ecografica risulta il più delle volte tardiva. Il fibroscan in associazione all’esame clinico del paziente raggiunge un PPV di cirrosi prossimo al 100% e la sua performance diagnostica è superiore a quella del fibrotest che fallisce la diagnosi in un numero rilevante di pazienti testati.

Peraltro considerata la semplicità di esecuzione, la metodica risulta facilmente proponibile anche  nei pazienti affetti da epatopatia alcool-correlata.

e già con un cut-off > 13 kPa il valore predittivo che identifica la cirrosi è del 97%  ed anche in questo caso più di un terzo dei pazienti testati non evidenzia segni bioumorali di malattia.

Il cut-off per la diagnosi di cirrosi sembra dunque differire in funzione dell’eziologia della malattia. Così che valori più alti  si riscontrano nella malattia colestatica cronica rispetto alla cirrosi HBV correlata. È possibile che l’entità della fibrosi allo stadio di cirrosi differisca a seconda dell’eziologia o che la quantità di fibrosi sia minore per esempio in corso cirrosi macronodulare più frequentemente osservata nell’epatite B.

Una delle applicazioni più promettenti dell’elastografia è quella di monitorare la progressione della fibrosi. I risultati preliminari suggeriscono che i valori di liver stiffness si correlano alla severità della cirrosi. Se ciò venisse confermato il fibroscan potrebbe essere usato per la gestione del paziente cirrotico. Esiste un’ampia dispersione di valori fra 14 e 75 kPa e i risultati di 2 studi recenti mostrano che i valori di elasticità epatica possano essere di aiuto nel predire il rischio di scompenso e la presenza di ipertensione portale

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