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Fibrosi epatica e sua determinazione con elastometria epatica (Fibroscan): - page 8 / 13

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Sorprendente è la correlazione esistente fra stiffness epatica, parametri di funzionalità e biomarkers di fibrosi.

Una LS > 13.6 identifica l’ipertensione portale (HVPG > 10) che corrisponde al valore soglia per la formazione di varici, mentre una LS > 17.6 identifica l’ipertensione severa (HVPG > 12) che corrisponde al valore soglia per lo sviluppo di complicanze.

Esiste una forte correlazione fra pressione portale e Liver stiffness per misure di HVPG < 12; mentre tale correlazione si perde  per valori di HVPG > 12 mmHg. La liver stiffness correla positivamente con la presenza di varici esofagee, mentre il valore predittivo della liver stiffness per la presenza di varici gastrointestinali è troppo basso perché l’elastometria possa essere usata come surrogato dell’endoscopia.

Pertanto l’elastografia può essere utilizzata, in associazione ad altre indagini, per prevedere le complicanze cliniche della cirrosi. Così ad esempio per valori di stiffness < 27.5 kPa il NPV per varici F2-F3 supera il 90% e ciò significa poter attuare strategie di follow-up meno invasive.

Epatite B

Anche nel paziente con epatite B esiste una buona correlazione fra valori di elasticità epatica e grado di fibrosi e per valori di LS > 8.1 kPa la prevalenza di fibrosi significativa appare davvero alta. In particolare valori più elevati di  L.S. si riscontrano nei pazienti anziani, maschi, HBeAg positivi e la severità della fibrosi correla con i predittori già noti di malattia severa come l’ipertransaminasemia, l’iperbilirubinemia e l’ipoalbuminemia.

Il fibroscan può essere utile per escludere la fibrosi significativa nel portatore inattivo di HBV: il 90% di essi non raggiunge il cut-off di 7 kPa e solitamente la loro liver stiffness non è significativamente diversa da quella dei controlli sani.

Se teniamo presenti le linee guida, vediamo come la biopsia sia maggiormente utile nei pazienti in zona grigia: NALT ma con elevati livelli viremici, in cui essa può evidenziare attività di malattia altrimenti misconosciuta.

E come invece un paziente e-positivo con viremia e transaminasi elevate non necessiti normalmente di biopsia e qualora si sospetti una malattia avanzata può bastare una valutazione con Fibroscan per evidenziare la fibrosi significativa.

Lo stesso atteggiamento si può avere nel paziente col flare di transaminasi in modo da monitorarlo nell’attesa della siero-conversione, senza che si rischi lo scompenso.

Anche il paziente immunotollerante che solitamente non viene trattato poiché ha malattia lieve e presenta una bassa probabilità di sieroconversione, può andare incontro a progressione.

Infatti Lai ha evidenziato come il  24% di questi pazienti abbia fibrosi significativa e dunque in questi soggetti il monitoraggio non invasivo con fibroscan rappresenta una opzione ragionevole.

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