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Fibrosi epatica e sua determinazione con elastometria epatica (Fibroscan): - page 9 / 13

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Invece nel paziente HBeAg negativo, in cui possono esserci marcate fluttuazioni dell’attività citolitica e dei livelli viremici,  la biopsia va incoraggiata se ALT < 2N  e DNA 104-105 poiché in questi casi la malattia può dimostrarsi attiva

Dunque la biopsia non è sempre indispensabile. Per decidere il clinico deve chiedersi perché sta considerando la biopsia e quali informazioni spera di ottenere da essa.  Se lo scopo è sapere se c’è attività di malattia (pazienti in zona grigia: soprattutto e-negativi con ALT< 2N e viremia 104-105) o escludere concause di malattia, la biopsia mantiene un suo ruolo nell’epatite B ma negli altri casi (portatore inattivo, pazienti tipici con viremia e transaminasi elevate, flare di transaminasi, immunotolleranti e pazienti con malattia avanzata) l’elastometria epatica ci fornisce da sola le informazioni necessarie.

Steatosi epatica

Un altro campo di interesse in cui il fibroscan può rappresentare uno strumento di ricerca clinica è la NAFLD. Considerata la prevalenza di tale condizione e non essendoci dati clinici a disposizione su quale sia l’effetto che la steatosi severa eserciti sull’accuratezza del fibroscan nella valutazione della fibrosi, Abbiamo valutato 40 pazienti consecutivi con biopsia epatica utilizzando il Metavir come sistema di scoring per lo stadio di fibrosi, e i pazienti con evidenza istologica di NAFLD venivano inclusi nell’analisi valutandoli con elastometria epatica ed utilizzando le curve ROC per stabilire l’accuratezza della valutazione con Fibroscan.

Ebbene l’elastografia è risultata altamente predittiva di fibrosi anche nella NAFLD, consentendo con un cut-off di 8.75KPa una sensibilità dell’81% ed una specificità del 78%.

Nei 25 pazienti esaminati tutti i gradi di steatosi erano rappresentati e la biopsia epatica evidenziava in maggioranza pazienti con fibrosi non significativa

Anche in questo caso la maggiore accuratezza diagnostica dell’elastometria epatica veniva riscontrata per gli stadi avanzati di fibrosi.

Conclusioni e prospettive future

Dunque negli ultimi anni è diventato possibile valutare la fibrosi in modo non invasivo, ma non è ancora chiaro quale atteggiamento tenere nella pratica clinica. Nel decidere quali di queste tecniche utilizzare, il clinico deve innanzi tutto chiedersi perché sta considerando la biopsia e quali informazioni spera di ottenere da essa. Se lo scopo è diagnosticare un’epatopatia a diagnosi incerta la biopsia è certamente necessaria ed insostituibile.

Se invece la diagnosi è già stata fatta su base clinica, sierologica e virologica la biopsia epatica è indicata solamente se potrà esserci utile nella gestione del singolo paziente. Oggi essa è troppo spesso eseguita per determinare il grado di attività e lo stadio della fibrosi allo scopo di decidere se

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