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LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 15 / 214

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Articolo 2

La maggior parte delle definizioni inserite in questo articolo sono riprese dall’articolo 1 della convenzione di Schengen, anche se si è ritenuto opportuno, in alcuni casi, chiarire o sviluppare alcune definizioni esistenti, oppure aggiungerne di nuove. Inoltre, è stato necessario adattarle per tener conto dell’ambito e della terminologia comunitaria (ad esempio, «Stati membri» invece che «Parti contraenti»).

Evidentemente, il riferimento agli «Stati membri» nelle definizioni e, in generale, in tutta la proposta, deve essere letto tenendo conto, da un lato, del Protocollo Schengen per quanto riguarda l’applicazione dell’acquis di Schengen da parte del Regno Unito e dell’Irlanda (si veda il punto 5 supra) e, dall’altro, dell’articolo 3 del trattato di adesione che regola l’applicazione in due fasi dell’acquis di Schengen da parte dei nuovi Stati membri (punto 6 supra). Inoltre, bisogna anche tener conto della posizione specifica della Norvegia e dell’Islanda rispetto all’acquis di Schengen, quali precisata al punto 5 di cui sopra. Nella relazione, l’espressione «Stati Schengen» è utilizzata per motivi puramente pratici, per riferirsi agli Stati che applicano integralmente l’acquis di Schengen, conformemente ai trattati e ai vari protocolli che vi sono allegati.

Le definizioni di «frontiere interne» e «frontiere esterne» sono riprese essenzialmente dall’articolo 1 della convenzione di Schengen, che definisce come frontiere interne le frontiere terrestri comuni tra gli Stati Schengen, i loro aeroporti adibiti al traffico interno ed i porti marittimi e lacustri degli Stati Schengen per i collegamenti regolari effettuati da traghetti. La nozione di porto «lacustre» è stata aggiunta affinché copra anche il caso di un lago confinante, allo stesso tempo, con uno o più Stati membri e con uno o più Stati terzi (ad esempio, il lago di Costanza, confinante con Germania, Austria e Svizzera)28.

La definizione di «volo interno» è altresì ripresa dall’articolo 1 della convenzione e copre tutti i voli in provenienza o destinazione esclusiva da e per i territori degli Stati Schengen.

La definizione di «collegamenti regolari effettuati da traghetti» è stata qui aggiunta in quanto contenuta nella definizione delle «frontiere interne». Essa è ripresa dalla definizione attuale contenuta nella parte del manuale dedicata al controllo del traffico marittimo (punto 3.4.1.5 della parie II), anche se è stata adattata al fine di renderla coerente con il diritto comunitario esistente29.

La nozione di «cittadino di paesi terzi» è definita per difetto, escludendo i cittadini dell’Unione europea ai sensi dell’articolo 17, paragrafo 1, del trattato CE. Essa include dunque anche rifugiati e apolidi.

28Fatti salvi i negoziati in corso con la Confederazione elvetica al fine di associarla all’applicazione dell’acquis di Schengen.

29Direttiva 2002/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 febbraio 2002, sulle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e/o in partenza da porti degli Stati membri della Comunità (GU L 67 del 9.3.2002, pag. 31) e direttiva 98/41/CE del Consiglio, del 18 giugno 1998, relativa alla registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri della Comunità (GU L 188 del 2.7.1998, pag. 35).

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