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LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 16 / 214

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La definizione di «cittadino di paesi terzi segnalato ai fini della non ammissione» è ripresa dall’articolo 1 della convenzione di Schengen e si riferisce ai cittadini dei paesi terzi segnalati nel Sistema d'informazione Schengen ai fini della non ammissione sul territorio degli Stati Schengen conformemente al disposto dell'articolo 96 della convenzione stessa.

La nozione di «beneficiari del diritto comunitario alla libera circolazione» è nuova rispetto alla convenzione e comprende:

i cittadini dell’Unione, ai sensi dell’articolo 17, paragrafo 1, del trattato CE, nonché i cittadini dei paesi terzi membri della famiglia di un cittadino dell’Unione che esercita il suo diritto alla circolazione sul territorio dell’Unione europea. Si rinvia qui alla direttiva 2004/38/CE del 29 aprile 2004 relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e delle loro famiglie di circolare liberamente sul territorio degli Stati membri, che specifica in dettaglio i diritti di tali categorie di persone (si veda il commento all’articolo 3).

i cittadini dei paesi terzi e i membri delle loro famiglie, quale che sia la loro nazionalità che, ai sensi di accordi conclusi dalla Comunità ed i suoi Stati membri, da un lato, e questi paesi, dall’altro, godono di diritti in materia di libera circolazione equivalenti a quelli dei cittadini dell’Unione. Tale riferimento concerne, in particolare, i paesi parti dell’accordo sullo Spazio economico europeo e la Confederazione elvetica.

La definizione di «valico di frontiera» è ripresa dall’articolo 1 della convenzione di Schengen e si riferisce ad ogni valico autorizzato dalle autorità competenti per il passaggio delle frontiere esterne.

La nozione di «controllo di frontiera» riprende quella contenuta nell’articolo 1 della convenzione di Schengen, vale a dire che il controllo di frontiera è il controllo basato sulla semplice intenzione di attraversare la frontiera. Inoltre, al fine di chiarirne il significato e la portata, è opportuno sottolineare che il concetto generale di controllo alla frontiera comprende:

il controllo delle persone ai valichi di frontiera, e

la sorveglianza tra i valichi di frontiera.

Viene introdotta la definizione di «guardia di frontiera» al fine di semplificare, nel testo del regolamento, il riferimento alle varie autorità nazionali incaricate, dalla loro legislazione, di compiti di controllo di frontiera.

Per la definizione di «traffico frontaliero locale», nuova rispetto alla convenzione di Schengen, ci si riferisce alla definizione contenuta nell’articolo 3 della proposta di regolamento della Commissione che istituisce il regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne degli Stati membri, ancora in discussione (si veda COM(2003) 502 definitivo, 2003/0193(CNS)).

La definizione di «vettore» è ripresa integralmente dall’articolo 1 della convenzione di Schengen e si riferisce ad ogni persona fisica o giuridica che trasporta persone a titolo professionale, con l’ausilio dei vari mezzi di trasporto.

Per quanto concerne la definizione di «titolo di soggiorno», essa è ripresa dalla definizione data all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1030/2002

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