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LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 18 / 214

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Il riferimento ai soggiornanti di lungo periodo, quali previsti dalla direttiva n. 2003/109/CE, è volto in particolare a salvaguardare i diritti derivanti dalla suddetta direttiva, nella misura in cui i soggiornanti di lunga durata godano di condizioni più favorevoli, rispetto agli altri cittadini dei paesi terzi, quanto al diritto di soggiorno negli altri Stati membri.

Titolo II – Frontiere esterne

Articolo 4

I paragrafi 1 e 2 di questo articolo riprendono l’attuale articolo 3, paragrafo 1, della convenzione di Schengen, nonché i punti 1.3, 1.3.1, 1.3.2 e 1.3.3 del manuale comune (parte I). Queste disposizioni stabiliscono il principio generale dell’attraversamento della frontiera ai valichi autorizzati e durante le ore di apertura stabilite, nonché le eccezioni a tale principio, ad esempio nell’ambito del piccolo traffico di frontiera, della navigazione da diporto o della pesca costiera, o per il personale marittimo che si reca a terra. È stata altresì aggiunta ed esplicitata una pratica già esistente, vale a dire la possibilità di prevedere valichi specifici nell’ambito e ai fini del piccolo traffico di frontiera. Ciò è coerente con le proposte della Commissione volte ad istituire un regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne degli Stati membri (COM(2003) 502 definitivo).

L’elenco di tutti i valichi autorizzati figura all’allegato I del presente regolamento (attuale allegato 1 del manuale).

Il paragrafo 3 riformula l'articolo 3, paragrafo 2, della convenzione di Schengen relativo alle sanzioni nel caso di passaggio non autorizzato delle frontiere, al fine di renderlo maggiormente conforme alla terminologia comunitaria, senza tuttavia modificare il principio. È stato altresì aggiunto un riferimento agli obblighi internazionali in materia di protezione internazionale. Esso si riferisce particolarmente all’articolo 31 della convenzione di Ginevra sui rifugiati; tale articolo proibisce, in particolare, l’imposizione di sanzioni penali, a causa del loro ingresso o del loro soggiorno irregolare, ai rifugiati che, arrivando direttamente dal territorio ove la loro vita o la loro libertà erano minacciate, entrano o si trovano sul territorio dello Stato di accoglienza, purché essi si presentino senza indugio alle autorità esponendo fondate ragioni per il loro ingresso o la loro presenza irregolari.

Articolo 5

Al primo paragrafo, sono richiamate le condizioni uniformi di ingresso che figurano già all’articolo 5, paragrafo 1 della convenzione di Schengen. Occorre sottolineare che lo Stato membro alla frontiera del quale il cittadino del paese terzo si presenta è responsabile dell’effettuazione del controllo all’ingresso non soltanto nel suo proprio interesse ma anche nell’interesse di tutti gli altri Stati Schengen, poiché non vi è più controllo di frontiera all’interno dello spazio Schengen. È per questo motivo che, ad esempio, la valutazione della minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza interna deve essere fatta tenendo conto dell’interesse di tutti gli Stati Schengen, in primo luogo attraverso il controllo del SIS ma anche attraverso lo scambio di altre informazioni pertinenti tra le autorità competenti.

Alle condizioni già previste dalla convenzione di Schengen, è aggiunto il fatto di non rappresentare una minaccia per la salute pubblica. Tale ultima condizione è già ritenuta idonea a giustificare il divieto d’ingresso a un cittadino dell’Unione

IT18IT

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