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2.2.3. Qualora le guardie di frontiera non siano presenti in permanenza in un aeroporto minore, il gestore ha l'obbligo di informare in tempo utile le autorità incaricate del controllo di frontiera competenti dell'atterraggio e del decollo di un aereo che effettua voli internazionali. È ammesso il ricorso ad agenti di controllo ausiliari, nella misura in cui ciò sia previsto dalla legislazione nazionale.

2.3. Modalità di controllo dei voli privati

2.3.1. Per quanto concerne i voli privati, il comandante di bordo deve trasmettere alle autorità di frontiera dello Stato membro di destinazione e, se necessario, dello Stato membro di primo ingresso, prima del decollo, una dichiarazione generale comportante in particolare un piano di volo conforme all’allegato 2 della convenzione relativa all’aviazione civile internazionale e le informazioni sull’identità dei passeggeri.

2.3.2. Se i voli privati in provenienza da uno Stato terzo e a destinazione di uno Stato membro fanno scalo nel territorio di altri Stati membri, le autorità competenti dello Stato membro di ingresso devono procedere al controllo delle persone ed apporre un timbro d’ingresso sulla dichiarazione generale prevista al punto 2.3.1.

2.3.3. Se non si può stabilire con certezza che un volo proviene da uno Stato membro o è diretto esclusivamente verso il territorio degli Stati membri senza atterraggio sul territorio di uno Stato terzo, le autorità competenti devono, negli aeroporti e negli aeroporti minori, procedere ad un controllo delle persone conformemente ai punti 2.1 e 2.2.

2.3.4. Il regime di atterraggio e decollo di alianti, di ultraleggeri, di elicotteri, di aeromobili di fabbricazione artigianale, con i quali si possono coprire soltanto brevi distanze, nonché di aerostati, è disciplinato conformemente alla legislazione nazionale e, se del caso, conformemente agli accordi bilaterali.

3. Frontiere marittime

3.1. Modalità di controllo generali del traffico marittimo

3.1.1 Il controllo delle navi è effettuato nel porto di arrivo o di partenza, a bordo della nave o sul molo di attracco nelle aree all'uopo destinate nelle immediate adiacenze del porto. Tuttavia, in virtù di appositi accordi, il controllo può essere effettuato anche nel corso della traversata o, all'atto dell'arrivo o della partenza della nave, nel territorio di un paese terzo.

Il controllo deve mirare in particolare a che sia l'equipaggio sia i passeggeri rispondano ai requisiti di cui all’articolo 5, fatte salve le disposizioni dell’articolo 17, paragrafo 1, lettera b).

3.1.2. In presenza di circostanze eccezionali ed impreviste, conformemente all’articolo 7, i controlli del traffico marittimo potranno essere snelliti.

3.1.3. Il comandante della nave deve provvedere a stilare, in duplice copia, un elenco dell'equipaggio e, se del caso, dei passeggeri, secondo le modalità previste dalla direttiva 98/41/CE76. Al momento dell'arrivo nel porto, deve trasmettere tale elenco al personale incaricato ai fini del controllo, effettuato a bordo della nave o nelle sue immediate adiacenze. Se, per motivi di forza maggiore, l’elenco non può essere trasmesso agli addetti al controllo, una copia deve essere consegnata al posto di frontiera o all'autorità marittima competente, che provvederà a trasmetterla senza indugio agli organi preposti ai controlli di frontiera.

76GU L 188, del 2.7.1998, pag. 35.

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