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LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 205 / 214

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(c)per motivi di urgenza o di necessità (malattia, licenziamento, scadenza del contratto, ecc.).

In tali casi, i titolari di documenti d’identità per marittimi sottoposti all’obbligo del visto a motivo della loro nazionalità, e che ne sarebbero sprovvisti al momento dell’ingresso sul territorio di uno Stato membro, potranno ottenere un visto alla frontiera ai sensi delle disposizioni del regolamento (CE) n. 415/2003.

In ogni caso, le guardie di frontiera sono tenute a verificare che i marittimi in questione siano in possesso di un documento di viaggio valido, che non siano segnalati ai fini della non ammissione e che non rappresentino una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza nazionale e la salute pubblica degli Stati membri. Inoltre, le guardie di frontiera dovranno verificare, se del caso ed ove applicabili, i seguenti elementi aggiuntivi:

dichiarazione scritta dell'armatore o dell'agente marittimo interessato,

dichiarazione scritta delle autorità diplomatiche o consolari competenti,

prove raccolte a seguito di puntuali accertamenti da parte delle autorità di polizia o, se del caso, di altre amministrazioni competenti,

contratto con certificazione mediante apposizione di timbro dell'autorità marittima.

3. Titolari di passaporti diplomatici, ufficiali o di servizio, nonché membri di organizzazioni internazionali

3.1. In considerazione dei particolari privilegi o immunità di cui beneficiano, i titolari di passaporti diplomatici, ufficiali o di servizio, rilasciati da Stati o governi riconosciuti dagli Stati membri, nonché i titolari dei documenti rilasciati dalle organizzazioni internazionali indicate al punto 3.4, che viaggiano nell'esercizio delle loro funzioni, potranno essere agevolati attribuendo loro la precedenza all'atto dei controlli di frontiera, rispetto agli altri viaggiatori, fermo restando l'obbligo del visto, qualora richiesto.

I titolari di detti documenti sono dispensati di norma dalla verifica della disponibilità di sufficienti mezzi di sostentamento.

3.2. Se una persona che si presenta alla frontiera esterna invoca privilegi, immunità ed esenzioni, l'agente addetto al controllo può esigere dall'interessato la prova della sua qualità mediante l'esibizione degli opportuni documenti, in particolare degli attestati rilasciati dallo Stato di accoglienza o del passaporto diplomatico, oppure con altri mezzi. Se l'agente nutre dei dubbi, egli può, in caso di urgenza, rivolgersi direttamente al ministero degli Affari esteri.

3.3. I membri accreditati delle missioni diplomatiche e delle rappresentanze consolari e le loro famiglie possono entrare nel territorio delle parti contraenti su presentazione della tessera prevista all’articolo 17, paragrafo 2, accompagnata dal documento che consente di attraversare la frontiera. Peraltro, il personale addetto ai controlli non potrà in alcun caso rifiutare ai titolari di passaporti diplomatici, ufficiali o di servizio l'ingresso nel territorio degli Stati membri, senza aver preliminarmente consultato le autorità nazionali competenti, anche quando l'interessato è segnalato nel SIS.

3.4. I documenti rilasciati dalle organizzazioni internazionali ai fini specificati al punto 3.1 sono in particolare i seguenti:

lasciapassare delle Nazioni Unite: rilasciato al personale delle Nazioni Unite e a quello delle istituzioni che ne dipendono sulla base della convenzione relativa

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