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LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 27 / 214

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persone deve essere sempre effettuato. Ciò si applica sia agli aeroporti internazionali che a quelli minori.

Infine, si precisa che il regime concernente gli alianti, gli ultraleggeri, gli elicotteri e simili è regolato conformemente alla legislazione nazionale e, se del caso, da accordi bilaterali.

Frontiere marittime

Tale sezione, più in particolare il punto sul controllo del traffico marittimo (3.1), è stata oggetto di un esame approfondito, tenuto conto delle difficoltà riscontrate nell’applicazione delle attuali disposizioni del manuale, segnatamente in occasione delle valutazioni Schengen. Si è tenuto altresì conto delle osservazioni formulate dallo studio di fattibilità relativo ai controlli alle frontiere marittime dell’Unione europea realizzato dal gabinetto CIVIPOL del Consiglio che ha reso note le sue conclusioni nel luglio 2003. Inoltre, le disposizioni ivi contenute integrano sia il contenuto del programma di misure di lotta all’immigrazione clandestina per via marittima negli Stati dell’Unione europea adottato dal Consiglio il 27 novembre 200337, sia i pareri scambiati il 4 dicembre 2003 in occasione di una riunione informale degli esperti degli Stati membri su tale parte del testo.

Il punto 3.1 riprende tutta la parte «controllo del traffico marittimo» (attuale punto 3.4 della parte II) del manuale comune.

Non è stato però ritenuto necessario riprendere alcune definizioni inserite nell’attuale punto 3.4.1 (ad esempio, «traffico marittimo», «passeggeri», «equipaggio»). Le altre definizioni - «collegamento regolare effettuato da traghetto», «nave da crociera», «navigazione da diporto» e «pesca costiera» - sono state riprese all’articolo 2.

Il nuovo punto 3.2 dell’allegato X riunisce i punti sub 3.4.4 relativi alle modalità specifiche di determinati tipi di navigazione. Avuto riguardo alla definizione delle frontiere interne ed esterne marittime (si veda l’articolo 2 del presente regolamento), di norma i porti sono sempre frontiere esterne; pertanto, ogni natante deve essere controllato ad ogni ingresso e ad ogni uscita, essendo impossibile sapere ciò che accade al di fuori dei porti, nelle acque territoriali o in quelle internazionali (imbarco/sbarco di persone o beni). Tuttavia, considerando la natura di determinati tipi di navigazione, il principio del controllo sistematico può essere abbandonato.

Il punto 3.4.4.1 del manuale comune non è stato ripreso in questa parte, in quanto, trattandosi di collegamenti effettuati da traghetto tra due porti Schengen, rappresenta un passaggio tra frontiere interne e non esterne.

I punti da 3.2.1 a 3.2.3 riguardano la navigazione di crociera. Essi corrispondono all’attuale punto 3.4.4.2 che è stato completato per integrare le linee guida determinate dal programma di misure di lotta all’immigrazione illegale per via marittima, da un lato, e le raccomandazioni relative alle navi da crociera incluse nel catalogo Schengen, dall’altro. I controlli dei passeggeri sono effettuati, di norma, soltanto nel primo e nell'ultimo porto situato nel territorio di uno Stato membro. Tuttavia, in base alla valutazione dei rischi in materia di immigrazione clandestina, possono effettuarsi controlli anche nei porti intermedi. Si precisa inoltre

37Documento del Consiglio n. 15445/03 FRONT 172 COMIX 731.

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