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LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 29 / 214

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Per ciò che concerne il punto 6.3, esso non è stato ripreso perché, in primo luogo, il riconoscimento dei documenti di viaggio dei paesi terzi, ivi compresi quelli dei rifugiati e degli apolidi, non è armonizzato e riguarda quindi la competenza dei singoli Stati membri, che, attualmente, si limitano a notificare al Segretariato generale del Consiglio le loro decisioni in merito38 (e, inoltre, tale parte non è nemmeno più aggiornata). Per di più, per ciò che riguarda il regime dei visti per queste categorie di persone, esso è già disciplinato dall’articolo 3 del regolamento (CE) n. 539/2001 e non è quindi necessario inserire qui disposizioni specifiche. Peraltro, il secondo paragrafo dell’attuale punto 6.3.2 della parte II del manuale («i titolari di questi documenti di viaggio sono soggetti all'obbligo del visto, a meno che non dispongano di un titolo di soggiorno rilasciato da [uno Stato Schengen]» è anche in contraddizione con il regolamento (CE) n. 539/2001, nella misura in cui quest’ultimo consente l’esenzione dal visto ai titolari di un documento di viaggio per apolidi rilasciato da un paese terzo esentato dall’obbligo del visto sul territorio del quale essi risiedono legalmente (articolo 3, secondo trattino del suddetto regolamento).

Il punto 6.9, relativo alla possibilità di snellimento dei controlli per i viaggi di gruppo (e in particolare per gli autobus di pellegrini, per i viaggi scolastici) non è stato ripreso in quanto in contraddizione con il regime generale di controllo e soprattutto con l’obbligo di sistematica apposizione di timbri sui documenti di viaggio all’ingresso dello spazio Schengen.

Infine, il punto 6.10, che si limita a precisare che, se uno straniero fa domanda d'asilo alla frontiera, si applica la legislazione dello Stato membro interessato fino alla determinazione della competenza per l'esame della domanda di asilo, appare superfluo e non è stato quindi ripreso. Inoltre, l’articolo 3 del presente regolamento fa già riferimento agli obblighi degli Stati membri in materia d’asilo e di protezione internazionale.

Le parti che, per contro, sono state riprese sono: l’attuale punto 6.4 relativo ai piloti di aeronavi e agli altri membri dell’equipaggio (punto 1 di tale allegato); l’attuale punto 6.5 relativo ai marittimi (punto 2); gli attuali punti 6.6 e 6.11 relativi, rispettivamente, ai titolari di passaporti diplomatici, ufficiali o di servizio e ai membri delle organizzazioni internazionali (punto 3); l’attuale punto 6.7 relativo ai lavoratori frontalieri (punto 4); e il punto 6.8 relativo ai minori (punto 5).

Piloti di aeronavi

Il punto 1 sui piloti di aeronavi non è stato modificato nella sostanza rispetto al punto 6.4 del manuale, che prevede un regime specifico – ripreso dall’allegato 9 della convenzione del 7 dicembre 1944 relativa all’aviazione civile, in particolare i punti 3.74 e 3.75 – per i titolari di una licenza di pilota o di un tesserino di membro di equipaggio. Tuttavia, tale parte è stata riformulata in modo da chiarire i diritti di tale categoria di persone, e in particolare la possibilità di recarsi, nell'esercizio delle loro funzioni e sulla base della loro licenza di pilota o del tesserino di membro di equipaggio – dunque senza dover essere in possesso di un passaporto e di un visto – sul territorio del comune ove si trova l’aeroporto, nonché in qualunque aeroporto

38Si veda la Tabella dei documenti di viaggio che consentono l’attraversamento delle frontiere esterne e sui quali può essere apposto un visto (decisioni del Comitato esecutivo SCH/Com-ex (98)56 e SCH/Com-ex (99)14 del 28.4.1999, citate).

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