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LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 30 / 214

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situato sul territorio di uno Stato membro.

Marittimi

Per contro, il punto 2 relativo ai marittimi è stato sostanzialmente modificato, rispetto all’attuale punto 6.5 del manuale, al fine di chiarirne il significato e l’ambito di applicazione, nonché di aggiornarlo alla luce degli sviluppi intervenuti a livello internazionale (in particolare la nuova convenzione di Ginevra – n. 185 – firmata il 19 giugno 2003).

Il nuovo testo prevede che i marittimi in possesso di un «documento di identità dei marittimi», - il riferimento al libretto professionale dei marittimi è stato eliminato non trattandosi né di un documento d’identità né di viaggio - rilasciato ai sensi della convenzione di Londra del 1965 (FAL) e della convenzione di Ginevra n. 185 possano recarsi a terra per soggiornare nella località del porto ove la loro nave fa scalo o nei comuni limitrofi, senza presentarsi ad un posto di frontiera, a condizione che essi figurino sul ruolo di equipaggio, precedentemente sottoposto a controllo da parte delle autorità competenti, della nave di appartenenza. È stato altresì aggiunto l’obbligo di un controllo visivo («face to face») dei marittimi da parte delle autorità competenti prima del loro sbarco, in base alla valutazione dei rischi, in particolare in materia di immigrazione clandestina e di sicurezza. Per contro, l’obbligo «di essere in possesso di un visto» è stato eliminato poiché già disciplinato dall’articolo 4, paragrafo 1, lettere b) e c) del regolamento (CE) n. 539/2001 (e, inoltre, le varie versioni linguistiche del manuale divergono sul punto: in alcune versioni, l’obbligo del visto è previsto in ogni caso, in altre «se necessario»).

L’obbligo di soddisfare tutte condizioni di ingresso nel territorio delle parti contraenti quali previste dall’articolo 5 del presente regolamento è mantenuto per i marittimi che desiderano soggiornare al di fuori dei comuni prossimi ai porti. Deroghe a tale principio, e segnatamente all’obbligo di essere in possesso di un visto e di disporre di mezzi di sussistenza sufficienti, sono tuttavia possibili in casi specifici. I marittimi privi di visto potranno ottenerlo alla frontiera ai sensi delle disposizioni del regolamento (CE) n. 415/2003. Quest’ultimo, oltre a disciplinare i casi e le modalità di rilascio dei visti alla frontiera (in generale), contiene altresì disposizioni particolari sul rilascio di tali tipi di visto ai marittimi in transito.

In ogni caso, le guardie di frontiera sono tenute a verificare che i marittimi in questione soddisfino la altre condizioni d’ingresso previste all’articolo 5, vale a dire che essi siano in possesso di un documento di viaggio valido, che non siano segnalati ai fini della non ammissione nel SIS e che non rappresentino una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna e la salute pubblica degli Stati membri. Inoltre, le guardie di frontiera dovranno verificare, se del caso ed ove applicabili, alcuni elementi aggiuntivi quali la dichiarazione scritta dell'armatore o dell'agente marittimo interessato, la dichiarazione scritta delle autorità diplomatiche o consolari competenti, le prove raccolte a seguito di puntuali accertamenti da parte delle autorità di polizia o, se del caso, di altre amministrazioni competenti.

Titolari di passaporti diplomatici, ufficiali o di servizio, nonché membri di organizzazioni internazionali

Il punto 3 riguarda sia l’attuale punto sui titolari di passaporti diplomatici, ufficiali o di servizio e quello che disciplina il regime applicabile ai titolari dei documenti

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