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588). Per i minori accompagnati, è stato aggiunto l’obbligo per le guardie di frontiera di effettuare verifiche supplementari (colloqui separati col minore, se necessario) quando vi siano seri motivi di ritenere che il minore sia stato illecitamente sottratto alla custodia della persona che esercita legalmente la potestà nei suoi confronti.

Per ciò che concerne i minori non accompagnati, le guardie di frontiera devono prestare un’attenzione particolare, in particolare nel contesto del controllo all’uscita, al fine di assicurarsi- con un esame approfondito dei documenti e giustificativi sui motivi e i dettagli del viaggio – che essi non lascino il territorio senza l’autorizzazione della o delle persone che esercitano la potestà nei loro confronti.

Titolo III – Frontiere interne

Articolo 18

L’articolo 18, paragrafo 1, conferma il principio della soppressione dei controlli e delle formalità nei confronti delle persone alle frontiere interne, quale sancito dall'acquis di Schengen (articolo 2, paragrafo 1 della convenzione) conformemente all'obiettivo stabilito dall'articolo 14 del trattato CE. Ne deriva che l'attraversamento di una frontiera interna non può costituire, di per sé, causa di controlli o formalità e che, in linea di principio, chiunque ha il diritto di attraversare liberamente le frontiere interne. Qualunque controllo, sia sistematico che a campione, esercitato in ragione del solo attraversamento di una frontiera interna, è infatti incompatibile con l’idea di uno spazio senza frontiere e dunque vietato (fatte salve le disposizioni di cui agli articoli da 20 a 24 del presente regolamento). L’attraversamento della frontiera interna tra due Stati membri che applicano l’acquis di Schengen non deve essere gestito in modo diverso dallo spostamento tra regioni province, dipartimenti e qualunque altro genere di suddivisione amministrativa all’interno di uno stesso Stato membro.

Articolo 19

L'articolo 19 riprende e completa l’articolo 2, paragrafo 3, della convenzione di Schengen.

Al punto a) si prevede l’effettuazione di controlli alle persone nell’ambito dell’esercizio di competenze generali di polizia su tutto il territorio. Ne deriva che i controlli esercitati in quest’ambito nella zona di frontiera non sono incompatibili con il diritto di attraversare le frontiere interne in assenza di controlli, purché essi siano effettuati con identiche modalità – in particolare per ciò che concerne la frequenza e l’intensità – alle modalità dei controlli effettuati sull’insieme del territorio. Conseguentemente, uno Stato membro non può prevedere una legislazione applicabile in modo particolare soltanto alla zona limitrofa alla frontiera interna, stabilendo ad esempio un perimetro per il controllo dell’identità delle persone, a campione o visivo, mentre questo tipo di operazione non è svolto nelle altre parti del territorio. Non è parimenti ammesso nemmeno un controllo ridotto, effettuato a motivo dell’attraversamento della frontiera e/o nelle zone ad essa prossime. Ciò che è dunque decisivo per determinare l’ammissibilità del controllo è l’obiettivo da esso perseguito.

Il punto b) mette in evidenza che i controlli di sicurezza effettuati prima o durante l’imbarco per proteggere la sicurezza dei passeggeri a bordo di un aereo o su un natante non sono pregiudicati. Tali controlli sono destinati a verificare che i

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