X hits on this document

Word document

LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 33 / 214

605 views

0 shares

0 downloads

0 comments

33 / 214

passeggeri non trasportino armi oppure oggetti o sostanze pericolose a bordo. Detti controlli possono anche essere volti ad accertare l’identità del viaggiatore che possiede un biglietto nominativo. Essi possono rivelarsi altresì necessari quando l’ordine pubblico o la sicurezza dei passeggeri potrebbero essere messi in pericolo dall’imbarco di passeggeri che, notoriamente, potrebbero provocare problemi.

I punti c) e d) sottolineano che tale proposta non dispensa né dall’obbligo generale di portare con sé e detenere titoli di viaggio e documenti, se esso è previsto dalla legislazione nazionale, né dall’obbligo, per i cittadini dei paesi terzi, di segnalare la loro presenza sul territorio di uno Stato membro, se tale obbligo è previsto dalla legislazione nazionale conformemente al diritto comunitario ad essa relativo (e, in particolare, dall’articolo 22 della convenzione di Schengen relativo alla dichiarazione d’ingresso).

Articolo 20

L’abolizione dei controlli sulle persone alle frontiere interne non dovrebbe mettere in pericolo la sicurezza nello spazio senza frontiere. Sono state così predisposte misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone al fine di mantenere un livello elevato di sicurezza.

Tuttavia, possono verificarsi situazioni di rischio eccezionali cui tali strumenti non apportano una risposta sufficientemente adeguata e che possono richiedere il ripristino dei controlli sulle persone alle frontiere interne. Detto articolo, ispirandosi all’articolo 2, paragrafo 2, della convenzione di Schengen, stabilisce le condizioni alle quali uno Stato membro può reintrodurre simili controlli, nonché la procedura da seguire.

Come previsto dal testo attuale della convenzione di Schengen, uno Stato membro può ripristinare controlli alle frontiere quando vi sia una minaccia all’ordine pubblico o alla sicurezza interna. La salute pubblica è stata aggiunta poiché tale condizione è stata inserita anche all’articolo 5 fra le condizioni d’ingresso (si veda supra il commento a detto articolo). La presente proposta sancisce dunque che debba trattarsi di una minaccia grave per l’ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica. Tale aggiunta mette in evidenza che l’applicazione di tale clausola di salvaguardia rimane una misura eccezionale.

Considerato il carattere eccezionale della misura, il ripristino dei controlli alle frontiere interne non può superare, in linea di principio, una durata massima di 30 giorni. Tale durata massima è peraltro limitata dalle disposizioni del paragrafo 1 che riflettono il principio di proporzionalità prevedendo che il ripristino dei controlli alle frontiere interne debba essere limitato a ciò che è strettamente necessario per rispondere alla minaccia. La pratica ha mostrato che, dall’attuazione di Schengen, la durata del ripristino dei controlli nella maggior parte dei casi non ha superato i 30 giorni, il che giustifica quindi tale limitazione nel tempo.

Tuttavia, è evidentemente possibile che la minaccia grave permanga oltre i 30 giorni. In tal caso, i controlli possono essere mantenuti per un nuovo periodo, rinnovabile, di 30 giorni (paragrafo 2). A tal fine, è prevista, all’articolo 23, una procedura di proroga.

Articolo 21

IT33IT

Document info
Document views605
Page views605
Page last viewedThu Dec 08 10:15:30 UTC 2016
Pages214
Paragraphs4808
Words45355

Comments