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LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 34 / 214

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È necessario adattare la procedura dei controlli alle frontiere interne quale prevista dalla convenzione di Schengen al fine di renderla pienamente compatibile con il quadro istituzionale dell'Unione considerato che, in occasione dell’integrazione dell’acquis di Schengen nell’ambito dell’Unione europea, tutti gli elementi di tale acquis aventi natura istituzionale non sono stati adattati al quadro istituzionale dell’Unione. In occasione della suddivisione dell’acquis di Schengen tra il primo e il terzo pilastro39, il Consiglio ha determinato una base giuridica del primo pilastro per l’attraversamento delle frontiere interne, vale a dire l’articolo 62, punto 1 del trattato CE.

Conseguentemente, la Commissione, quale guardiana dei trattati, deve essere esplicitamente coinvolta nel processo di ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne.

Lo Stato membro richiedente deve fornire le indicazioni sui motivi, l’estensione, la durata della decisione prevista, nonché, se del caso, le misure che si chiede agli altri Stati membri di mettere in atto da quando esso ha adottato la decisione sul ripristino dei controlli affinché gli altri Stati membri possano prepararsi immediatamente a tale misura. La decisione del comitato esecutivo Schengen del 20 dicembre 1995 (SCH/Com-ex (95) 20, 2 rev.) prevede già la notifica di tali informazioni.

Tali informazioni saranno oggetto di una consultazione della Commissione e degli altri Stati membri in seno al Consiglio, al fine di permettere una migliore concertazione e poter intraprendere, se del caso, la cooperazione reciproca tra Stati membri (ad esempio, l’interdizione di espatrio per recidivi e colpevoli di atti violenti o, ancora, una migliore cooperazione di polizia). Inoltre, essa fornisce l’occasione di studiare quali altre misure potrebbero essere adottate e, in ogni caso, di limitare le frontiere sottoposte ai controlli. Tale consultazione è volta altresì ad esaminare la proporzionalità in relazione alla causa del ripristino dei controlli alle frontiere interne e ai rischi inerenti. Per di più, tale consultazione permette, se del caso, di inviare personale di polizia o funzionari di collegamento prima e durante avvenimenti suscettibili di minacciare gravemente l’ordine pubblico e di cambiare ogni informazione utile al fine di predisporre controlli mirati. A tale riguardo, occorre altresì tener conto della Risoluzione del Consiglio relativa alla sicurezza delle riunioni del Consiglio europeo e di altri eventi suscettibili di avere un impatto comparabile (documento del Consiglio n. 13915/03 ENFOPOL 92 COMIX 642 del 4.11.2003), che pone l’accento sulla necessità di coinvolgere i servizi informativi al fine di poter prendere in considerazione essenzialmente gli individui nei cui confronti esistono seri motivi di credere che essi vogliano penetrare in uno Stato membro con l’intenzione di turbare l’ordine pubblico o mettere in pericolo la sicurezza di un evento o di commettere reati connessi al suddetto evento. Infine, tale ambito può essere utilizzato per fare il punto sulla situazione ed esaminare ciò che funziona o ciò che richiede di essere migliorato.

In vista della consultazione di cui sopra e sulla base delle informazioni fornite, la Commissione emette un parere allo scopo, in particolare, di esaminare la proporzionalità della reintroduzione dei controlli alle frontiere interne in relazione ai fatti che li hanno determinati ed ai rischi inerenti.

39Decisione del Consiglio 1999/436/CE, citata.

IT34IT

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