X hits on this document

Word document

LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 42 / 214

673 views

0 shares

0 downloads

0 comments

42 / 214

(5)

La predisposizione di un regime comune in materia di attraversamento delle frontiere da parte delle persone non mette in discussione né pregiudica i diritti in materia di libera circolazione di cui godono i cittadini dell’Unione e i membri della loro famiglia, nonché i cittadini dei paesi terzi e i membri delle loro famiglie che, in virtù di accordi conclusi tra la Comunità e i suoi Stati membri, da un lato, e tali paesi, dall’altro, beneficiano di diritti in materia di libera circolazione equivalenti a quelli dei cittadini dell’Unione.

(6)

Il controllo alle frontiere non deve essere attuato esclusivamente nell’interesse degli Stati alle frontiere dei quali esso si esercita, ma nell’interesse degli Stati membri che hanno abolito i controlli alle loro frontiere interne. Esso deve contribuire alla lotta all’immigrazione clandestina e alla tratta degli esseri umani, nonché alla prevenzione di qualunque minaccia alla sicurezza interna e all’ordine pubblico, alla salute pubblica e alle relazioni internazionali degli Stati membri. L’attuazione del controllo alle frontiere deve essere proporzionata a tali obiettivi.

(7)

Il controllo alle frontiere comprende non soltanto il controllo delle persone ai valichi di frontiera ma anche la sorveglianza tra gli stessi. È opportuno dunque stabilire le condizioni, i criteri e le modalità che disciplinano sia il controllo ai valichi che la sorveglianza.

(8)

Occorre prevedere, in presenza di circostanze eccezionali ed impreviste, possibilità di snellimento dei controlli alle frontiere esterne.

(9)

Al fine di ridurre i tempi di attesa dei beneficiari del diritto comunitario alla libera circolazione che, di norma, sono sottoposti soltanto alla verifica dell’identità, occorre prevedere, quando le circostanze lo consentano, corsie separate ai valichi delle frontiere esterne, segnalati da indicazioni minime uniformi in tutti gli Stati membri. Corsie separate devono essere obbligatoriamente previste negli aeroporti internazionali.

(10)

Gli Stati membri devono evitare che le procedure di controllo costituiscano un ostacolo agli scambi economici, sociali e culturali alle frontiere esterne. A tal fine, essi predispongono personale e risorse appropriati.

(11)

Gli Stati membri designano il servizio o i servizi nazionali incaricati, ai sensi della legislazione nazionale, dei compiti di guardia di frontiera. Se più servizi sono incaricati, in uno stesso Stato membro, di compiti di guardia di frontiera, deve essere garantita una cooperazione stretta e permanente.

(12)

La cooperazione operativa e l’assistenza tra Stati membri in materia di controllo alle frontiere è gestita o coordinata dall’«Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri» istituita dal regolamento (CE) n. […]45.

(13)

In riferimento all’attraversamento delle frontiere interne, è necessario prevedere che il controllo effettuato o le formalità imposte a causa del solo attraversamento della frontiera siano vietati.

(14)

Occorre tuttavia precisare che il presente atto non pregiudica i controlli effettuati nell’ambito della generale competenza in materia di polizia, i controlli delle persone ai fini della sicurezza dello stesso tipo di quelli effettuati in relazione ai voli nazionali, né

45GU L … del …, pag. .

IT42IT

Document info
Document views673
Page views673
Page last viewedSun Dec 11 08:34:34 UTC 2016
Pages214
Paragraphs4808
Words45355

Comments