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LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 53 / 214

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2.La sorveglianza delle frontiere esterne al di fuori dei valichi di frontiera e la sorveglianza dei valichi di frontiera al di fuori degli orari di apertura serve in particolare ad impedire l'attraversamento non autorizzato della frontiera, a lottare contro la criminalità transfrontaliera e ad attuare o disporre misure contro le persone entrate illegalmente.

3.La sorveglianza tra i valichi di frontiera è eseguita con un impiego di forze adatte alla situazione concreta. Essa comporta cambiamenti frequenti ed inopinati della zona sorvegliata in modo tale da rendere l'attraversamento non autorizzato della frontiera un rischio permanente.

4.La sorveglianza è assicurata da unità mobili che svolgono i loro compiti sotto forma di pattuglie o di postazioni in posti riconosciuti o supposti "sensibili" allo scopo di fermare le persone che attraversano illegalmente la frontiera. La sorveglianza può far ricorso a mezzi tecnici, ivi compresi dispositivi elettronici.

5.I mezzi impiegati sono scelti in funzione delle condizioni d'intervento e, in particolare, del genere e della natura della frontiera (frontiera terrestre, fluviale o marittima).

6.Le modalità di attuazione della sorveglianza sono decise conformemente alla procedura prevista dall’articolo 30, paragrafo 2.

Articolo 11 Rifiuto d'ingresso

1.L'ingresso nel territorio degli Stati membri è rifiutato al cittadino di paesi terzi che non soddisfi tutte le condizioni d'ingresso, quali definite all'articolo 5, paragrafo 1, a meno che uno Stato membro ritenga necessario derogare a detto principio per motivi umanitari o di interesse nazionale ovvero in virtù di obblighi internazionali. In tale caso, l'ammissione è limitata al territorio dello Stato membro interessato che deve avvertirne gli altri Stati contraenti. Tali norme non ostano all'applicazione di disposizioni particolari relative al diritto d'asilo o al rilascio di visti di lunga durata.

2.Quando un cittadino di un paese terzo, sottoposto all'obbligo del visto a causa della sua nazionalità, si presenta alla frontiera sprovvisto dello stesso, l’ingresso gli è rifiutato, salvo il caso in cui egli soddisfi alle condizioni previste all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 415/2003 del Consiglio61.

In tale ultimo caso, può essergli rilasciato un visto alla frontiera conformemente alle disposizioni del suddetto regolamento. I visti rilasciati alla frontiera devono essere riportati su un elenco.

3.Il rifiuto d'ingresso è una decisione motivata d'applicazione immediata, applicabile, se del caso, dallo spirare del termine previsto dalla legislazione nazionale, adottata dall'organo competente secondo il diritto nazionale che indica le modalità di ricorso.

Il modello uniforme di rifiuto d’ingresso figura all’allegato VIII, parte B. Il cittadino di un paese terzo interessato accusa ricevuta della decisione a mezzo del suddetto formulario.

61GU L 64 del 7.3.2003, pag. 1.

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