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LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 8 / 214

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Sulla base di tale analisi, il documento di lavoro ha presentato diverse opzioni sul modo di procedere e, in particolare:

sull’opportunità di mantenere la struttura attuale del manuale, oppure di chiarirne la natura giuridica, operando una distinzione chiara e netta tra lo strumento normativo, da un lato, e la guida pratica per le guardie di frontiera, dall’altro;

sul fatto di limitarsi ad una semplice “operazione di facciata” dell’attuale manuale oppure di sviluppare alcune sue parti al fine di colmare le lacune constatate e, integrandovi, se necessario, le disposizioni pertinenti contenute in altri strumenti;

sull’opportunità di istituire un «atto di base» contenente tutti i principi e le norme di base in materia di frontiere esterne che, conformemente all’articolo 202 del trattato, conferirebbe alla Commissione, allo stesso tempo, le competenze di esecuzione relative all’atto di base.

Inoltre, la Commissione ha ritenuto opportuno porre la seguente questione aggiuntiva: poiché si tratta di proporre l’istituzione di un «Codice comunitario delle frontiere esterne», non potrebbe essere utile ampliare la portata di tale codice al fine di coprire anche le frontiere interne istituendo un vero e proprio «Codice comunitario relativo all’attraversamento delle frontiere da parte delle persone», comprendente due parti, una relativa alle frontiere esterne e l’altra alle frontiere interne?

Un questionario su tali questioni fondamentali è stato inviato agli Stati membri dalla presidenza alla fine del mese di luglio 2003; la maggior parte delle delegazioni si è espressa a favore delle proposte della Commissione relative alla distinzione tra lo strumento giuridico e la guida pratica, nonché riguardo la necessità di andare al di là di una semplice operazione di facciata sul manuale. Sulle altre due questioni, la maggior parte degli Stati membri non ha assunto una posizione definitiva, pur sottolineando che si renderebbe necessaria un’ulteriore riflessione, una volta che saranno sul tavolo proposte concrete.

È altresì opportuno sottolineare che, in parallelo a questa riflessione approfondita sul manuale comune, sono state presentate proposte su questioni specifiche per le quali il Consiglio aveva richiesto un’azione rapida da parte della Commissione, vale a dire il traffico frontaliero locale e l'apposizione sistematica di timbri sui documenti di viaggio dei cittadini di paesi terzi19. Il contenuto di tali proposte è stato, evidentemente, ripreso nel presente regolamento ed è chiaro che, quando questa proposta sarà adottata, sostituirà le varie iniziative specifiche in materia di frontiere.

2. Obiettivi e contenuto della proposta: dalla rifusione del manuale comune al «Codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone»

L'obiettivo di tale proposta, così come la Commissione l'aveva inizialmente individuato nella sua Comunicazione sulle frontiere esterne ed incluso nel Piano sulla gestione delle frontiere esterne (si veda supra, punto 1) era quella di procedere alla «rifusione» del manuale comune, vale a dire, di eliminare, da un

19Si vedano, rispettivamente, COM(2003) 502 e COM(2003) 664.

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