X hits on this document

Word document

LexUriServ.do?uri=COM:2004:0391:FIN:IT:DOC - page 9 / 214

883 views

0 shares

0 downloads

0 comments

9 / 214

lato, le disposizioni obsolete o ridondanti del manuale e, dall’altro, di sviluppare o chiarire gli aspetti che ne avevano necessità, sulla base di un’analisi dei problemi riscontrati a livello operativo, dei risultati delle visite di valutazione Schengen, delle raccomandazioni contenute nel «catalogo Schengen delle migliori pratiche» o dei lavori intrapresi circa l’una o l'altra questione all’interno delle istituzioni pertinenti del Consiglio.

Tuttavia, in corso di riflessione, è parso necessario prendere in considerazione, più in generale, tutto l'acquis esistente in materia di controllo alle frontiere delle persone - ivi comprese, quindi, le disposizioni pertinenti della convenzione di Schengen e altre decisioni del comitato esecutivo Schengen – al fine di stabilire un testo consolidato e coerente che disciplini il settore.

Inoltre, come già chiarito al punto 1, la Commissione ha ritenuto opportuno cogliere l’occasione per disciplinare la materia in modo più generale, al fine di comprendere anche le frontiere interne, e, in particolare, le modalità di ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne dello spazio di libera circolazione, qualora le circostanze lo richiedano.

È dunque evidente che la presente proposta va ben al di là di una semplice rifusione, nel senso più ristretto del termine, del manuale comune, poiché essa è volta a stabilire un effettivo «Codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone», composto da una parte «frontiere esterne» (titolo II) e da una parte «frontiere interne» (titolo III). È innegabile, infatti, che le due parti siano complementari, il che non deriva soltanto dalla definizione stessa di «frontiere esterne» in relazione a quella di «frontiere interne» (si veda l’articolo 2 del presente regolamento), ma anche dalla constatazione che i controlli imposti alle frontiere esterne (titolo II del regolamento) sono gli stessi controlli di frontiera che, ai sensi del titolo III del regolamento stesso, sono vietati in linea di massima alle frontiere interne (anche se essi possono essere temporaneamente ed eccezionalmente ripristinati; si vedano gli articoli da 20 a 24 del presente regolamento).

Per quanto concerne le frontiere interne, il contenuto dell’articolo 2 della convenzione di Schengen, nonché della decisione del Comitato esecutivo Schengen SCH/Com-ex(95)20, 2 rev., è stato essenzialmente ripreso, pur adattandolo al quadro giuridico comunitario. Inoltre, in relazione all’acquis esistente, è stato introdotto un nuovo elemento, vale a dire la possibilità di ripristino comune dei controlli alle frontiere interne a motivo di una minaccia transfrontaliera di eccezionale gravità e, in particolare in caso di minaccia terroristica a carattere transfrontaliero.

Rispetto al controllo alle frontiere esterne, si opera una distinzione, da un lato, tra i principi di base in materia di controllo – definiti nel titolo II del regolamento e ripresi, essenzialmente, dagli articoli da 3 a 8 della convenzione di Schengen, nonché da alcune parti del manuale comune – e, dall’altro, le modalità pratiche relative all’attuazione di tale controllo, ivi comprese le modalità di controllo tipiche dei diversi tipi di frontiere (terrestri, aeree e marittime). Tali modalità figurano agli allegati da I a XII del presente regolamento e saranno modificabili, in futuro, secondo una procedura di comitologia, conformemente all’articolo 202 del trattato e alla decisione n. 468/1999/CE.

Il motivo per cui tali modalità pratiche sono state annesse al regolamento di base è che si tratta di norme che, per la maggior parte, sono già esistenti poiché la maggior

IT9IT

Document info
Document views883
Page views883
Page last viewedTue Jan 24 11:57:07 UTC 2017
Pages214
Paragraphs4808
Words45355

Comments