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Questo è spiegabile con la particolare natura del processo di industrializzazione di Prato99. Nei primi anni Cinquanta, con l’avvio del processo di industrializzazione leggera, in Toscana e in special modo a Prato viene favorita la crescita dell’occupazione femminile in misura ben superiore alla media italiana (dagli anni Sessanta in poi in particolare il nostro distretto mantiene tassi di occupazione femminile tra i più alti della Toscana100). A Prato in questo periodo si verifica infatti il decentramento dei telai meccanici che offre alle donne ulteriori possibilità di lavoro domiciliare, come sarte, maglieriste, rammendine101.

Degli anziani da noi intervistati che hanno svolto o che svolgono un’attività professionale (sono circa l’88% del campione) abbiamo individuato il tipo di posizione nell’attività professionale (lavoratore dipendente e autonomo).

La domanda era generica e si riferiva sia alla vecchia occupazione dei ritirati dal lavoro sia a quella attuale degli ancora attivi. Risulta che il 65% è stato (o è) lavoratore dipendente e il 35% ha svolto (o svolge) un lavoro di tipo autonomo. Questa quota rilevante di lavoratori in proprio rispecchia pienamente il sistema di imprenditorialità diffusa del distretto industriale di Prato (tab.2).

Tab.2 Posizione degli intervistati nell’attività professionale svolta (in passato o attuale)

V.A.

% sul

campione

V.%

Lavoratore dipendente

148

57,4

64,9

Lavoratore autonomo

80

31,0

35,1

Totale

228

88,4

100,0

99 Infatti gli studi sulla realtà pratese degli anni del decollo del distretto industriale (secondo dopoguerra) mettono in luce l’importanza di una base familiare allargata e del ruolo, interno ed esterno alla gestione domestica, della donna. Anche la famiglia artigiana, come la famiglia mezzadrile, conserva il carattere di un’unità produttiva in cui tutti i membri partecipano al lavoro e contribuiscono alla composizione del reddito familiare. P. Fioravanti, Struttura familiare e organizzazione del lavoro, in “L’immagine dell’uomo”, Rivista del Festival dei Popoli, n.2-3. E. Cioni, Lo sviluppo del lavoro autonomo a Prato nel secondo dopoguerra, in G. Becattini (a cura di), Prato, storia di una di una città, Vol. IV, Firenze, Le Monnier, 1995. Oltre al lavoro delle donne in fabbrica, tipicamente femminili erano le figure della lavorante a domicilio e quella della coadiuvante familiare, la cui funzione era di sostegno all’attività artigiana e industriale del capofamiglia. A. Pescarolo, Modelli di industrializzazione, ruoli sociali, immagini del lavoro (1895-1943), in G. Mori, Prato storia di una città, Vol. III, Firenze, Comune di Prato, Le Monnier, 1988.

100 A. Pescarolo, I modelli del lavoro femminile. Continuità e mutamento nei percorsi e nei valori, in “Interventi, note e rassegne”, Irpet, Firenze, 1995.

101 F. Giovani, I pratesi e la città: donna, famiglia, servizi in un distretto industriale, Quaderni Iris, n.1, Prato, 1998.

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