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Anche i giudizi circa i condizionamenti del pensionamento sullo standard di vita individuale cambiano drasticamente nella prospettiva dei pensionati.

Se infatti, come abbiamo visto, per il 60% degli anziani occupati si prevede che la vita subirà un peggioramento in conseguenza del pensionamento, tale percentuale si dimezza nel gruppo dei pensionati e diventa uguale a quella relativa ad un giudizio positivo che riguarda il miglioramento della vita dopo la pensione (graf.2).

Graf.2 Confronto tra la vita da pensionato e la vita attiva (valori percentuali)

Passiamo adesso all’analisi delle influenze del pensionamento sulla vita individuale dei ritirati, sulla percezione della loro identità e sui cambiamenti dei loro ruoli all’interno della società.

Per la quasi totalità dei pensionati che hanno smesso di lavorare, il ritiro dal lavoro ha comportato una maggiore disponibilità di tempo libero e anche meno stress. Il maggiore senso di solitudine e la più grande facilità ad annoiarsi sono avvertite da una quota di pensionati relativamente minore rispetto a quella che riguarda le prospettive degli anziani attivi. E questo dato è indubbiamente confortante. Lo stesso può dirsi per gli altri due aspetti, quello che collega la fase del pensionamento alla percezione della propria inutilità e quello che fa dipendere dall’inattività lavorativa, e non da cause biologiche, un senso di maggiore “vecchiaia” (tab.15).

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