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che scandiscono l’esistenza di ogni individuo104.

Nel nostro campione il pensionamento è un evento che solo per una quota molto modesta (8%) implica una maggiore percezione della propria anzianità, cioè una visione di noi stessi che ci mostra anziani ai nostri occhi e agli occhi degli altri.

E’ invece alla morte del coniuge, ad un evento quindi estremamente tragico e traumatico, che si lega una maggiore percezione della propria anzianità (per il 34% degli intervistati). La morte del coniuge rappresenta infatti la perdita del compagno di vita, della persona con cui si è condiviso esperienze ed emozioni e con cui si è condiviso anche la giovinezza.

Anche rimanere soli in casa, che vale nel 17% dei casi, accresce il senso della vecchiaia percepita, ed è un altro elemento legato al contesto familiare che si disgrega. Diventare nonni, un aspetto estremamente ricco e positivo dell’età anziana che, come il pensionamento, è indissolubilmente legato all’avanzare dell’età, riguarda una quota piuttosto limitata del nostro campione, pari al solo 7%. Non si rilevano significative differenze di atteggiamento passando da una classe di età all’altra; piuttosto sembra che sia il sesso a incidere maggiormente su un diversificato modo di percepire i passaggi che portano all’anzianità (tab.1).

Tab.1 Cambiamenti che possono far sentire una persona anziana per classe di età e sesso

Classe di età (V.%)

Sesso (V.%)

Totale

65-74

75-oltre

M

F

V.A.

V.%

Diventare nonni

5,8

8,0

7,6

6,3

18

7,0

Uscita di casa di un figlio

7,4

6,6

7,6

6,3

18

7,0

Pensionamento

7,4

8,0

11,5

3,9

20

7,8

Rimanere soli in casa

19,0

14,6

15,3

18,1

43

16,7

Morte del coniuge

34,7

33,6

27,5

40,9

88

34,1

Nessuna di questa

25,6

29,2

30,5

24,4

71

27,5

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

258

100,0

104 R. Palomba, M. Misiti, D. Sabatino, La vecchiaia può attendere. Immagini, aspettative e aspirazioni degli anziani italiani, CNR, Istituto di Ricerche sulla Popolazione, Demotrends Quaderni, Roma, 2001.

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