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La fiducia degli anziani in se stessi e negli altri risulta confermata quando il centro dell’attenzione torna di nuovo alla loro competenza e quando il parametro del giudizio sul loro ruolo all’interno della vita sociale dipende solo da loro e dalla loro valutazione. E’ stato chiesto agli anziani del nostro campione se ritengono che la loro esperienza di vita possa essere utile ai giovani. E’ una domanda che dietro alla sua parvenza retorica nasconde in realtà un importante indicatore della vitalità degli anziani e della consapevolezza della trasmissibilità della loro ricchezza interiore ai più giovani. Il risultato è assolutamente confortante perché i due terzi del campione ritengono che la propria esperienza di vita possa essere utile ai giovani (abbastanza e molto), mentre solo il 5% è convinto del contrario (tab.4).

Tab.4 Quanto ritiene che la sua esperienza di vita possa essere utile ai giovani?

Valore assoluto

Valore percentuale

Per niente

13

5,6

Poco

46

19,7

Abbastanza

87

37,3

Molto

87

37,3

Totale

233

100,0

Non so

24

Non risponde

1

Totale generale

258

Per capire meglio il modo in cui gli anziani valutano le giovani generazioni e quindi anche quali sono le possibilità di uno scambio e di un dialogo intergenerazionale, abbiamo infine chiesto agli anziani di dare un voto ad alcune caratteristiche dei giovani (utilizzando sempre la votazione classica da 1 a 10). Per meglio dire, abbiamo cercato di stabilire quanto gli anziani conoscano i giovani di oggi e il loro carattere e quale sia l’idea che si sono fatti di una generazione lontana dalla loro non tanto anagraficamente quanto per la velocità con cui è proceduta la secolarizzazione culturale e la liberalizzazione dei costumi.

Il quadro che ne risulta è alquanto verosimile. Gli unici due voti insufficienti (ma che comunque sfiorano la sufficienza) riguardano il senso di responsabilità e l’adesione giovanile alla realtà nella sua concretezza. Gli atteggiamenti più negativamente connotati (i giovani egoisti, irrispettosi) vengono giudicati ad un livello medio-basso, mentre è la libertà la caratteristica che sembra maggiormente caratterizzare i comportamenti giovanili (graf.1).

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