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11. Tempo libero e attività sociale, politica e culturale

Per la terza età le possibilità di impiego del tempo liberato dal lavoro sono, almeno in teoria, ricche e diversificate sia perché si inseriscono nel paradigma dell’attuale società del leisure, che attribuisce una grande importanza ai modi di impiego del tempo libero, sia perché trovano un’utenza anziana ritirata dal lavoro, in buona salute e in un certo senso dotata della necessaria curiosità di imparare e sperimentare cose nuove.

In generale la percentuale di over 65 che reagisce a questi stimoli (dalla pratica di un’attività sportiva, alla prestazione di servizi personali nell’ambito di un’attività di volontariato, alla partecipazione a corsi di vario tipo) è tuttavia ancora bassa e coinvolge in prevalenza le classi medio-alte della popolazione anziana. Queste risultano più attive non tanto per le risorse economiche a disposizione quanto per la ricca rete di relazioni extrafamiliari che li ha portati a nutrire nel corso di tutta la vita maggiori interessi che andassero oltre all’ambito domestico, familiare e lavorativo. Si tratta comunque di percentuali ancora molto basse che ci portano conseguentemente a rilevare nella terza età una dose non irrilevante di disinteresse e di disimpegno così come un certo grado di volontà di “ritiro” e di necessità di riposo.

Bisogna infatti considerare che nell’arco della vita giovane e adulta “queste generazioni di anziani hanno avuto poco modo di sperimentare uno stile di vita diverso da quello casa/lavoro/famiglia e per esse il tempo libero non era una necessità di vita, ma anzi era considerato da molti in modo negativo, come tempo perso”105.

Questa tendenza è presente anche nel nostro campione che tuttavia ci offre una visione ampia anche delle attività legate al tempo libero (tab.1).

105 R. Palomba, M. Misiti, D. Sabatino, La vecchiaia può attendere. Immagini, aspettative e aspirazioni degli anziani italiani, CNR, Istituto di Ricerche sulla Popolazione, Demotrends Quaderni, Roma, 2001.

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