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Infatti, dovunque si verifichi, stanno crescendo preoccupazioni circa la fattibilità di lungo periodo dei sistemi di supporto sociale intergenerazionale, che sono indispensabili per il benessere sia delle generazioni più anziane che di quelle più giovani. Questo è soprattutto vero per quei paesi dove le funzioni di cura familiare diventano progressivamente più difficili, dal momento che la numerosità della famiglia diminuisce e le donne, che tradizionalmente sono le principali care-givers, si dedicano al lavoro per il mercato.

Con l’allungamento dell’aspettativa di vita, il ritiro dal lavoro viene ritardato e anche le pensioni e gli altri benefici sociali tendono a estendersi per periodi di tempo più lunghi. Questo rende necessario ai sistemi di welfare dei vari paesi di cambiare sostanzialmente al fine di rimanere efficienti. La maggiore longevità può avere effetti anche sull’innalzamento della spesa sanitaria e sull’aumento della domanda di servizi socio-assistenziali, dal momento che le persone anziane risultano essere più vulnerabili a malattie croniche.

1.2 Brevi accenni alla transizione demografica italiana in una prospettiva comparata

Il Rapporto dell’ONU, World Population Ageing 1950-2050, nel rispetto delle diversità geografiche con cui questo fenomeno si presenta, fornisce una visione generale del processo di invecchiamento della popolazione, focalizzandosi sui molteplici aspetti che riguardano il processo di invecchiamento della popolazione mondiale. Ci sembra interessante, utilizzando i dati che l’ONU ha elaborato per l’Italia, fare alcune considerazioni preliminari che riguardano il nostro paese in una prospettiva comparata (considerando quindi l’Italia, gli altri paesi del mondo sviluppato, le regioni meno economicamente sviluppate e la dimensione mondiale).

I due fattori che determinano la transizione demografica sono il declino della fertilità e il declino del tasso di mortalità. Entrambi assumono nel nostro paese dei valori significativi e rendono l’Italia uno dei paesi “più vecchi” del mondo3.

3 Ovviamente i dati relativi all’Italia che qui presentiamo (fonte ONU) non sono confrontabili con quelli che affronteremo più avanti nella parte relativa all’invecchiamento demografico italiano e alle differenze regionali (fonte Istat). Abbiamo tuttavia ritenuto opportuno citare questi dati per riuscire ad inquadrare l’entità dell’invecchiamento della popolazione italiana nel contesto internazionale e mondiale.

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