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Negli ultimi cinquanta anni, a livello mondiale, il tasso di fertilità totale è diminuito della metà, passando da 5,0 a 2,7 figli per donna e entro il 2050 si stima che possa scendere a 2,1 figli per donna. Ovviamente questa situazione è molto differenziata a seconda delle aree geografiche. Nei paesi più sviluppati infatti il tasso di fertilità (1,9 figli per donna) è al di sotto del livello di ricambio.

Tab.1 Tasso di fertilità totale (per donna) 1950-2050

1950-1955

1975-1980

2000-2005

2025-2030

2045-2050

Mondo

5,0

3,9

2,7

2,3

2,1

Regioni più sviluppate

2,8

1,9

1,5

1,7

1,9

Regioni meno sviluppate

6,2

4,6

2,9

2,4

2,2

Italia

2,3

1,9

1,2

1,4

1,6

Fonte: United Nations, Department of Economic and Social Affairs, Population Division, “World Population Ageing 1950-2050”, United Nations, 2002

Nei processi di transizione demografica la diminuzione del tasso di fecondità è supportata, nelle sue conseguenze sull’invecchiamento della popolazione, dall’aumento che si è verificato, tra il 1950 e il 2000, della speranza di vita alla nascita. A livello mondiale si è passati dai 46,5 anni del 1950-55 ai 66,0 anni del 2000-2005, con incrementi che si registrano sia per le aree più ricche che per le aree più povere del mondo. Per quanto riguarda l’Italia, nell’arco del periodo considerato, si registra un incremento superiore a quello degli altri paesi sviluppati, con una speranza di vita di 78,7 anni (75,5 per gli uomini e 81,9 per le donne). Ma non solo aumenta la speranza di vita alla nascita, aumentano anche gli anni che rimangono da vivere una volta che è stata raggiunta l’età anziana. Da quanto ci dicono le proiezioni dell’ONU, nei prossimi cinquanta anni in Italia l’attesa di anni che rimangono da vivere per un ottantenne subirà un incremento di circa il 23%, significativamente superiore a quello che si verifica per i sessantenni (+13%) e a quello che riguarda la speranza di vita alla nascita (+5%).

Un effetto di questa inarrestabile tendenza demografica è l’innalzamento globale dell’età mediana della popolazione (quell’età che divide la popolazione in due gruppi di pari entità), che si unisce all’aumento dell’indice di vecchiaia.

Come possiamo vedere dal grafico che proponiamo qui di seguito, l’età mediana tende ad innalzarsi e tale aumento per quanto riguarda l’Italia sarà molto cospicuo, anche in relazione all’età mediana che si registra nei paesi maggiormente sviluppati.

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