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generalizzato che si ritrova anche a livello nazionale. Il telefono (99%) e il televisore (98%) sono estremamente diffusi; lo sono di meno il videoregistratore119, che è presente in poco più della metà delle case del nostro campione, e l’impianto stereo, che è posseduto da meno della metà degli intervistati. Il telefono cellulare riguarda poco più della metà del campione e dimostra la sua buona diffusione anche nella popolazione anziana. La segreteria telefonica è un tipo di apparecchio elettronico assai poco diffuso, meno diffuso anche del computer, che invece è presente nel 20% delle case.

La presenza del personal computer nelle case degli anziani merita indubbiamente il nostro interesse. Per la verità il 20% degli anziani che hanno a disposizione un computer nelle loro case diventa pari ad una percentuale ben più contenuta, e pari  quasi il 7% del campione, quando si considera il tasso di effettivo utilizzo della tecnologia informatica (tab.5). Rimane comunque il fatto che in quel 20% si trova una quota considerevole di potenziali, futuri utilizzatori della tecnologia informatica.

L’avvicinamento della popolazione anziana all’utilizzo del computer è senza dubbio un aspetto di grande e fondamentale rilevanza. Occorre inoltre segnalare, anche se ovviamente i dati non sono equiparabili, che la nostra percentuale di ultrasessantacinquenni che usa il computer è di gran lunga superiore alla quota rilevata in ambito nazionale120.

L’utilizzo del computer sembra essere un fenomeno su cui l’appartenenza alla classe dei medio-anziani o dei grandi-anziani non esercita un peso discriminante. Distinguendo gli intervistati nelle due grandi fasce di età, notiamo infatti che la quota di ultrasettantacinquenni (grandi anziani) che utilizza il computer (quasi il 6%) è inferiore di neanche due punti percentuali rispetto a quella relativa agli anziani che appartengono

119 La disponibilità del videoregistratore è collegata alla visione delle videocassette. Come viene evidenziato dall’Istat, l’uso delle videocassette si differenzia dall’ascolto della televisione perché permette all’utente di decidere in piena autonomia quando e cosa guardare svincolandolo dai palinsesti delle reti televisive. Nel ricorso alle videocassette vi sono delle differenze legate al sesso (è un’abitudine più frequentemente maschile) ma sono molto più forti le differenze legate all’età. Sono molto diffuse tra i giovanissimi ma la percentuale di persone che ne fanno usa comincia a diminuire in maniera significativa dopo i 45 anni. Istat, I cittadini e le tecnologie della comunicazione (Indagine Multiscopo sulle famiglie “I cittadini e il tempo libero”), Istat, Roma, 2000.

120 Da quanto viene rilevato dall’Istat, sono soprattutto i giovani a usare il personal computer: tra i bambini di 6-10 anni il tasso di utilizzo è del 34,8% e supera il 50% tra gli 11 e i 24 anni. Le percentuali decrescono nelle età successive riducendosi al 27,4% tra i 45-54enni e all’1,9% tra gli ultrasessantacinquenni. Quest’ultima quota si riduce ulteriormente considerando il centro Italia (1,7%). Istat, I cittadini e le tecnologie della comunicazione (Indagine Multiscopo sulle famiglie “I cittadini e il tempo libero”), Istat, Roma, 2000.    

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