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esclusi dalle nuove tecnologie124. E fino ad ora lo sviluppo tecnologico ha teso a rendere esclusa la popolazione anziana dalle innovazioni informatiche.

Secondo alcuni questo può dipendere in parte anche dal fatto che le tecnologie pensate e orientate verso un’utenza anziana si fondano sull’erronea e convenzionale idea che gli anziani e i disabili rientrino in un’unica categoria, in cui prevale la determinazione dell’invalidità. Gli anziani in questo modo tendono ad essere identificati con persone con determinati problemi psico-fisici e a cui debbono essere rivolti prodotti specifici volti al superamento di una specifica difficoltà125.

A questo si aggiunge (e in un certo senso in questo si approfondisce) la paura psicologica degli anziani nei confronti delle nuove tecnologie, consuetamente presentate come prodotti adatti ad un’utenza giovane e istruita e quindi estranei alle loro abilità e competenze. Questa situazione può determinare in alcuni casi la mancanza di motivazione, la cui presenza invece (e in tutte le età) costituisce la spinta propulsiva fondamentale del comportamento ed è un insostituibile strumento di apprendimento. Quindi anche l’utilizzo del computer, strumento estraneo alla cultura dell’anziano, può essere appreso qualora l’anziano sia motivato a farlo.

Molti degli anziani di oggi sono lontani da seri problemi legati all’invalidità e alla perdita dell’autosufficienza e una loro inclusione nell’utilizzo dei nuovi media, nello specifico del personal computer e di internet, potrebbe avere effetti positivi sul miglioramento della qualità della vita degli anziani, anche considerando i molti servizi di informazione e di sostegno che sono presenti in rete (telebanca, teleamministrazione, telesanità)126. Attraverso internet possono essere eseguite operazioni attinenti ai vari servizi telematici, a tutto vantaggio dell’anziano che non avrebbe bisogno di recarsi sul luogo del servizio. Ma internet può giovare anche per altri motivi: all’estero come in Italia esistono da tempo molti siti internet pensati per gli anziani (e in alcuni casi gestiti da anziani) che contengono informazioni relative ai servizi per la terza età, alle novità

124 Esistono “vecchie” e “nuove” tecnologie mediali. Mark Poster, ad esempio, sottolinea la distinzione tra “prima età dei media”, quella della radio, della televisione e del telefono, e “seconda età dei media”, quella della comunicazione mediata dal computer, decentrata e interattiva. M. Poster, The Second Media Age, Polity Press, Cambridge, 1995.

125 R. Palomba, M. Misiti, D. Sabatino, La vecchiaia può attendere. Immagini, aspettative e aspirazioni degli anziani italiani, CNR, Istituto di Ricerche sulla Popolazione, Demotrends Quaderni, Roma, 2001.

126  M. Misiti, Older People and the New Technologies in Italy: a Case Study, paper prepared European Population Conference, 2001, Helsinki, June 7-9.

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