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di non avere vite tanto interessanti o così importanti da essere raccontate. Ci hanno accolto con simpatia nelle loro case, hanno condiviso con noi la storia della loro vita rendendoci partecipi di avvenimenti preziosi, unici e irripetibili. Hanno risposto alle nostre domande, prima con un’iniziale essenzialità delle informazioni, dovuta alla naturale esitazione e timidezza di fronte ad una situazione nuova e inconsueta, e poi con una sempre maggiore sicurezza che li portava con naturalezza ad approfondire i discorsi arricchendoli di particolari.

A volte c’è stato bisogno di riformulare la domanda per renderla più comprensibile; in alcuni casi invece il loro senso critico o la loro curiosità li ha portati a precedere le domande dell’intervistatore. A volte un po’ arrabbiati e polemici verso la società attuale, altre volte sereni e soddisfatti della vita, ora ottimisti ora pessimisti nei riguardi del futuro, ci hanno permesso di guardare ad una stessa realtà da diversi punti di vista. Dal materiale che abbiamo raccolto emerge un universo vibrante ed emozionante. Un universo che sicuramente è anche molto eterogeneo e differenziato. Se infatti nella vita di ognuno di loro si ripropongono elementi di conformità che ci possono far parlare di una generale “condizione anziana”, in alcuni casi prevalgono invece forti elementi di differenziazione, quasi che l’unico elemento in condivisione sia rappresentato dall’appartenenza alla medesima coorte. La prima, evidente differenza si desume dalla diversa capacità di gestire le risposte alle domande e dalla modalità personale di espressione.

Abbiamo chiesto alle intervistatrici132 di trascrivere letteralmente e integralmente la registrazione su nastro delle interviste. Ovviamente l’operazione di “travasamento” della lingua parlata nello scritto è un’operazione molto complicata e in certi casi anche impossibile, che richiede quindi a chi la mette in atto una grande dose di cautela, di attenzione e di sensibilità.

Il risultato deve infatti portare ad una sorta di equilibrio tra la lingua parlata e il suo tono discorsivo, di per sé facilmente scoordinato e spesso infedele alle regole grammaticali e sintattiche dell’italiano, e ad una fluidità di lettura che, propria invece dell’italiano scritto e grammaticalmente corretto, rende agevole e comprensibile il

132 L’effettuazione delle interviste in profondità e le relative trascrizioni si devono al lavoro di Chiara Bottani, Carlotta Buscioni, Silvia Lanzetta, Chiara Lorenzini, Francesco Sacchetti, Cristina Trevisan, Lucia Turturro.

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