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se mòre i’ mi’ marito io rimango senza gambe, senza braccia. Gli è tutto per me”.

Ovviamente l’esperienza matrimoniale diventa un’occasione di dolorosa nostalgia quando uno dei due non c’è più e l’altro è rimasto solo. Per Vittorio la malattia e la morte della moglie sono stati dei colpi che lo hanno fatto invecchiare improvvisamente: …Poi mia moglie è morta, e il ricordo me lo sono portato tanto dietro, tanti anni. E quindi sono rimasto ancora lì, bello diaccio, fermo. Poi mi son trovato vecchio improvvisamente”. Anche Anna ci parla del grande sforzo che deve sostenere per superare la profonda tristezza legata alla perdita del marito: “Prima dipingevo, ora è tre anni che non dipingo perché dopo la morte del mi’ marito sono rimasta scioccata e non ci ho avuto ancora la voglia di rialzarmi”.

Il matrimonio con l’andare degli anni può trasformare il suo significato anche a causa della comparsa della malattia nella vita di uno dei due coniugi, un fatto che inevitabilmente influenza la vita di entrambi. Nelle storie che abbiamo raccolto sono presenti anche le testimonianze di quanti devono convivere con la malattia e l’invalidità del coniuge, come è accaduto a Tosca.

Qualcun altro invece guarda alla propria vita matrimoniale con disincanto e la definisce come un’esperienza normale: “Eh, io, sì… normale! Come deve (…) quando uno è sposato, quello è il tu’ marito, tu se’ la moglie, e basta! E i figlioli. E’ quello(Fiorella).

Per le persone che hanno vissuto un’esperienza di separazione o di divorzio (tra cui Leandro, Fiammetta e Rosalia) il matrimonio rappresenta una scelta sbagliata nella propria vita, costituisce un’esperienza dolorosa e negativa in cui emerge tutto il biasimo nei confronti dell’ ex coniuge. Questo elemento di sofferenza e di rammarico compare prevalentemente nei resoconti delle due donne. Per Leandro la situazione invece è un po’ diversa: ha divorziato due volte e adesso è segretamente innamorato di una trentunenne. Fiammetta e Rosalia appaiono invece più segnate, anche perché bisogna considerare che in passato la situazione del divorzio suscitava una forte critica sociale della comunità soprattutto nei confronti delle donne. Non è quindi una scelta che è stata affrontata con leggerezza: “Sì. Il matrimonio… Purtroppo sposai un uomo… Io avevo trenta anni e lui ne aveva quattro o cinque di meno. Insomma… Comunque io gli volevo bene… però è stata una frana. È stata una frana per il semplice fatto che era un vagabondo. Io dovevo lavorare per mantenere anche lui e allora ho cercato io… prima

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