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ma non sempre”. Vittorio sembrerebbe anche disposto a far parte di una associazione ma il suo scetticismo prende il sopravvento: “quelle che sono le possibilità di ritrovo, di raduno, di partecipazione… per gli anziani che c’è rimasto? C’è rimasto l’associazione anziani combattenti e reduci, io ci sono. Ma io son del ’20 e quando ho detto “Io sono mutilato di guerra”(…)  e sono andato in farmacia a farmi dare le medicine e mi dice “Mutilato di guerra? Ma ce n’è ancora?” “Eh sì. Io sono rimasto!” Per dire che siamo pochi, e o ci infiliamo in organizzazioni che non sono della nostra età, nelle quali bisogna accettare non solo i discorsi degli altri ai quali non si può intervenire, ma nello stesso tempo bisogna anche accettare tante cose così… siamo vecchi. Un uomo può entrare in un’organizzazione, ma a questa età accetta, vive per quello che può fare e per quello che gli fanno fare, perché icché fa? Io, se entro in un’organizzazione, ammesso anche che possano apprezzarmi perché è il saggio, d’accordo, però il saggio lo sentiamo quando ne abbiamo bisogno”.

Il modo di guardare alla vita e alla società in generale

Alcuni, e non pochi, dei nostri intervistati hanno dei sogni nel cassetto, a testimonianza del fatto che anche in età avanzata è possibile aspirare alla realizzazione di un progetto a lunga scadenza.

Ovviamente questa prospettiva fa sorridere qualcuno. Fiammetta ci risponde: “Mah... che vòi futurare? Ci ho novanta anni!” e Augusto molto razionalmente ci dice: “No, io non ne ho sogni nel cassetto. Cioè non… non… i sogni che avevo li ho realizzati. Non li ho dimenticati. Avere sogni alla mia età mi sembrerebbe puerile”.

Per altri invece rimane il sogno di poter intraprendere un viaggio, come Liliana: “i sogni ci sono sempre tanti, il sogno che ho sempre avuto sarebbe stata la mia passione di andare a Parigi una settimana... sogno Parigi non so perché”, Anna: “Sì, vorrei vedere… non sono mai andata all’estero, vorrei andare a vedere gli altri continenti” e Giuseppe, che invece ha voglia di visitare New York.

E’ molto interessante il modo in cui gli anziani interpretano e spiegano i cambiamenti della società italiana e i nuovi costumi che si sono imposti. In definitiva offrono una visione del mondo e delle cose in sé omogenea.

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