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La convivenza al di fuori del matrimonio è accettata in maniera tranquilla, anche se è un fenomeno che contrasta con i principi della chiesa cattolica. Sotto questo punto di vista sono quindi abbastanza secolarizzati, se così si può dire. La convivenza quindi viene generalmente accettata soprattutto per il grande disappunto nei confronti dell’elevato numero di matrimoni falliti ed è quindi spiegata come una modalità per ovviare alla possibilità del divorzio.

Olga ci spiega molto bene il suo punto di vista al riguardo: “mah, io, guardi, io gliela do positiva! Perché prima di vederli andare in chiesa, sposarsi, perché io credo… sono religiosa, credo in Dio… e poi separarsi dopo un anno, eee… icché tu ci sei andata, per farti vedere? Per farti un bel vestito? Bello lungo, bianco, per andare di fronte a tutte le persone, per prender tutt’e regali… e poi dopo un anno separarti? Eh, questa un la vedo giusta, allora preferisco che uno vada a vivere insieme, si conosca per bene e si metta su la famiglia, eee… più facile che vadin d’accordo, ha capito? Io la vedo così. Davvero, eh! Ora resulta meglio così, che vedere sposate le persone”.

Per quanto riguarda invece il fenomeno dei divorzi, si coglie la tendenza, espressa ora con toni più accentuati ora con dichiarazioni meno dirette, a fare ricadere la responsabilità del fallimento delle unioni coniugali sul nuovo ruolo femminile all’interno della coppia e quindi all’emancipazione delle donne dai loro ruoli tradizionali.

La donna di oggi in Italia, se non ha raggiunto i livelli di altri paesi europei, ha comunque conquistato delle posizioni che cinquanta anni fa erano impensabili. Brunilde, come tanti altri, insiste appunto su questa responsabilità femminile: “Io, mi dispiace… io penso… che un lo so, perché io penso questo: ora, magari, e tendan a sposarsi più tardi; magari stanno dieci anni fidanzati; il fidanzamento, ora, non è un fidanzamento, gli è un matrimonio, come marito e moglie, va bene; quando e vanno in ferie e torna a casa, trovan tutto pronto: la mamma dell’uno o dell’altro gli fa trova’ tutto preparato. A i’ momento del matrimonio, nasce il problema: è quello, il problema. Quella la unn intende di… di fa’ le faccende, e vòle il marito gli aiuti, se il marito vuole andare a i’ bar la un lo manda, perché la vòle l’aiuti a fa’ le faccende… E invece no, gli è lì l’errore. Tanto poi si calmano anche gli òmini, vanno sì a i’ bar, giustamente, che vanno a… a passa’… a fa’ du' chiacchiere, come una donna la può andare… unn è miha detto la un debba anda’ con le amihe, no, le gli è anche giusto, però biso(…)

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