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Ovviamente si riconosce anche il fatto che la vita sessuale, con il passare degli anni, possa perdere la qualità e le caratteristiche che appartengono al periodo giovanile; risulta quindi normale e naturale attuare una strategia di adattamento alle mutate condizioni fisiche e psicologiche (“…una persona normale è una persona che ragiona e si sa dare… si fa (…) si sa dare una ragione di quello che accade intorno, e quindi è chiaro che il rapporto… la (…) la vita sessuale di un giovane è sostanzialmente diversa da quella di una persona che non lo è più”, Guglielmo).

Le considerazioni sui giovani

Nella maggior parte delle testimonianze che abbiamo raccolto emerge la complessità dei giudizi degli anziani sui giovani d’oggi. In generale viene criticato l’atteggiamento di grande deresponsabilizzazione che caratterizza le giovani generazioni.

In riguardo al loro modo di rapportarsi agli anziani,viene spesso menzionata dai nostri intervistati la diminuzione all’interno della società attuale del rispetto dei giovani nei confronti degli anziani (nei loro racconti si ricorre spesso all’esempio del giovane che sull’autobus non cede più il suo posto all’anziano passeggero, cosa che nel passato era una normale regola di comportamento; qualche volta si fa anche appello all’immagine del giovane che aiuta il vecchietto ad attraversare la strada).

Notiamo comunque che l’idea che gli anziani hanno dei giovani cambia anche a seconda dei luoghi in cui avviene questo contatto tra le due generazioni.

Tosca, che come volontaria presta servizio in un circolo, così come Leandro, che frequenta spesso il bar sotto casa, ci consegnano un’immagine dei giovani estremamente negativa e scoraggiante, con accenni all’arroganza, ai furti dei prodotti sul bancone del bar e agli spinelli (“ …però bisognerebbe pensassero un po’ a com’è il mondo; d’avere un po’ di lavoro, d’avere… no di stare a sfruttare, rubare, nei barri, e continuano a fa’ così, eh! […] un po’ poco rispetto c’è poi ora vedo… vedo perché al barre vedo tanti ragazzi, tante figliole che son veramente… sarebben da buttare, veramente, perché son delle belle ragazze, però non hanno (…) non ci hanno niente, dentro; non ci hanno valori di nulla loro”, Tosca).

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