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Antonio invece, che ha lavorato per anni in una ditta metallurgica, parla anche dei tanti giovani volenterosi e laboriosi che ha conosciuto tra i suoi colleghi di lavoro: “perché io, quando ho lavorato, ho trovato dei giovani che lavorano nelle officine meccaniche dalla mattina alla sera, nove dieci ore… e lavorano e si impegnano… Quindi non è detto che tutti i giovani…

E infine Vincenzo, che è in contatto con il mondo del volontariato, ci parla della grande dedizione dei giovani nei confronti del prossimo: “…ora ci sono dei giovani che si prestano alla Misericordia, che fanno servizio di volontariato con la Croce Rossa, con la Croce d’Oro, vanno nelle case quando uno si sente male… e quello è bello! Prima questo no esisteva, ora l’è meglio”.

Se dalla maggior parte dei nostri intervistati non proviene il desiderio di rendere più vicini e comunicanti questi due universi, Ferruccio invece riconosce che i giovani di oggi non sono sufficientemente valorizzati e propone l’organizzazione di incontri tra giovani e anziani in modo da attuare una trasmissione biunivoca di valori, competenze e conoscenze.

Collegato al discorso sul rapporto tra giovani e anziani è anche quello che riguarda il ruolo degli anziani all’interno della società in generale e il modo in cui essi si sentono da questa percepiti.

Nella gran parte delle testimonianze si leggono, velate da un fondo di tristezza, opinioni estremamente negative. Emerge decisamente una fondamentale sfiducia nel modo in cui gli anziani percepiscono se stessi con gli occhi della società.

C’è chi ritiene che la società consideri gli anziani come un problema che non si vuole risolvere e che è già stato messo da parte. C’è chi si sente avvertito come un peso (“…io ho paura perché la società mi vede come un peso, forse no... ho paura ... io… sarà che io sono un pò pessimista per natura... non è che sono ottimista al cento per cento”, Liliana) e qualcuno per questo motivo se la prende anche con il Governo (“…per me siamo un peso…  io mi aspetto che prima o poi Berlusconi mette i forni crematori per quelli da ottanta anni in là. Delle volte lo dico… tanto per lui siamo un peso e allora prima o poi qualcosa inventa”, Angela).

I toni dei discorsi diventano a volte quasi preoccupanti (“ …chi è che pensa che aver ‘n anziano vicino serva a qualcos’…? macché, n’anziano va buttato via! Che cavolo rende ‘n anziano? Poi purtroppo adesso dice che s’invecchia di più, e sicché si

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