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2. La tendenza all’invecchiamento della popolazione in Italia

2.1 La costruzione sociale della vecchiaia

Il momento in cui il processo di invecchiamento, che inizia alla nascita e prosegue per tutto il corso della nostra esistenza, trasforma un adulto in un anziano è di fatto stabilito da convenzioni sociali e da procedure legali e amministrative, al pari di quanto avviene per le altre fasi della vita nelle società industrializzate e burocratizzate4. Ci sono almeno due aspetti, comuni a più modelli culturali, che concorrono a tale costruzione sociale. Il primo riguarda l’introduzione del pensionamento obbligatorio, concepibile come una sorta di discriminazione correlata con l’età nell’organizzazione della vita lavorativa delle persone. Il secondo riguarda invece la nascita di una politica sociale e di una politica della vecchiaia, come segno dell’esistenza di un problema non più risolvibile soltanto a livello individuale, ma che richiede un’azione di protezione e di assistenza da parte dei responsabili del governo della società organizzata5.

Convenzionalmente, rifacendosi ad un approccio anagrafico-legale, si definisce anziano l’individuo che ha raggiunto i 65 anni di età e che quindi ha varcato la soglia di ingresso nell’età pensionabile6. All’interno di questa categoria si suole fare un’ulteriore distinzione. Coloro che hanno un’età compresa tra i 65 e i 74 anni vengono anche chiamati “anziani in senso stretto” o “medio-anziani”, mentre coloro che hanno un’età

4 E. Cioni, Solidarietà tra generazioni. Anziani e famiglie in Italia, F. Angeli, Milano, 1999.

5 R. Scortegagna, Invecchiare, Il Mulino, Bologna, 1999.

6 Istat, Annuario Statistico Italiano 2002, Istat, Roma, 2002.

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