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che va oltre i 75 anni vengono definiti “vecchi” o “grandi vecchi” o “anziani-anziani”7.

Considerando però che oggi rispetto a quaranta anni fa la speranza di vita di un sessantacinquenne è notevolmente aumentata, e che quindi la condizione di anzianità si proietta in avanti nel tempo, sembrerebbe opportuno considerare come anziano colui che ha una speranza di vita non superiore ai dieci anni. In questo modo la soglia della vecchiaia non viene fissata in termini assoluti e statici ma in termini relativi e dinamici, come suggerisce la seguente tabella.

Tab.1 Soglie dinamiche di vecchiaia (età in corrispondenza della quale si ha una speranza residua di 10 anni)

Anno

Maschi

Femmine

1900

65

65

1920

67

67

1940

69

70

1960

70

71

1980

70

74

2000

75

79

2020

77

80

Fonte: Egidi, 19978

L’invecchiamento umano è un fenomeno che non dipende soltanto da fattori biologici, ma coinvolge anche i contesti culturali, sociali e psicologici dell’individuo. Il concetto di invecchiamento biologico dovrebbe quindi essere integrato con quello di invecchiamento sociale, che si rifà alla dimensione soggettiva, dipendente dall’autopercezione del cambiamento del proprio ruolo sociale. In questo processo

7 Secondo una terminologia anglosassone, la popolazione anziana, sempre più attiva e vitale, può essere suddivisa in tre sottocategorie: young-old (65-74 anni), middle-old (70-74 anni), old-old (oltre i 75 anni). Si veda www.terzaeta.com. Nella nostra analisi useremo il termine di anziano senza attribuire a questa definizione un significato preciso, se non quella di persona ultrasessantacinquenne protagonista del processo di invecchiamento e quindi comprendendo anche gli individui che anagraficamente sono in uno stadio più avanzato di tale processo.

8 V. Egidi, Anziani: prospettive demografiche e problemi sociali, in D. Da Empoli, G. Muraro (a cura di) Verso un nuovo stato sociale. Tendenze e criteri, F. Angeli, Milano, 1997. Tabella reperibile presso il sito Internet www.centromaderna.it. Secondo N. Ryder (Notes on Stationary Population, in “Population Index”, vol. 42, n.1, 1975), l’indicatore più adatto per indicare l’inizio della vecchiaia sarebbe quello che considera l’età oltre la quale rimangono da vivere “10 anni in buona salute”. Come si legge nel Rapporto Biennale al Parlamento sulla Condizione dell’Anziano (pag. 35), adottando questo approccio “i dati sull’invecchiamento demografico della popolazione italiana verrebbero magicamente ridimensionati, recependo via via nel tempo gli indiscussi progressi registrati in tema di sopravvivenza”. Blangiardo G. (a cura di), Rapporto Biennale al Parlamento sulla condizione dell’anziano. Anni 2000-2001, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rapporto presentato al Parlamento il 22 maggio 2003.   

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