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realizzata dai Comuni, dagli altri Enti locali e dalle aziende unità sanitarie locali, con i Piani zonali di assistenza sociale. In questo modo si afferma una visione d’insieme delle politiche sociali e socio-sanitarie con il rafforzamento dell’integrazione sia in termini di azioni che di soggetti coinvolti.

La riforma costituzionale, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3, la riforma sanitaria, decreto legislativo 19 giugno 1999, n.229 (Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell’articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419), e la legge 8 novembre 2000, n.328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) sono i più importanti riferimenti normativi del percorso che vede la Regione Toscana impegnata nel governo delle politiche di promozione sociale.

Il Piano Sanitario Regionale 2002-2004 contiene il progetto obiettivo per la salute degli anziani che si ricollega alle strategie contenute nel precedente Piano del 1999-2001. Complessivamente gli indirizzi strategici dei progetti obiettivo dell’attuale Piano Sanitario Regionale costituiscono elementi di riferimento per il Piano sociale regionale integrato, così da assicurare un sistema di welfare integrato nelle responsabilità e nelle risorse. Secondo questa linea la Regione e i Comuni, insieme con gli altri soggetti istituzionali e sociali presenti nel territorio, sono impegnati a rispondere in maniera efficace ai bisogni e ai diritti delle persone e delle comunità locali. Il Piano offre una visione “positiva” della salute degli anziani prevedendo il coinvolgimento diretto delle comunità locali indirizzate a prevenire lo stato di non autosufficienza e a consentire una vecchiaia serena nel proprio ambiente sociale15. Importante risulta essere la promozione di una cultura che valorizzi l’anziano come soggetto sociale in una società integrata e solidale. I valori cui sono orientati gli interventi e le prestazioni socio-sanitarie fanno riferimento a molteplici aspetti: il raggiungimento della continuità assistenziale tra ospedale e territorio, attraverso la responsabilizzazione degli specialisti ospedalieri e dei medici di medicina generale nel percorso assistenziale; la garanzia della cura delle malattie delle persone anziane indipendentemente dalla loro tipologia, grado di cronicità ed intensità; il sostegno alle famiglie con anziani non autosufficienti bisognosi

15 I primi orientamenti a favore di politiche di mantenimento dell’anziano nel proprio ambiente familiare sono esplicitati nel progetto obiettivo sulla Tutela della salute degli anziani n.168/92, in vigore fino al 1998.

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