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integrata in forma indiretta (con la sperimentazione dei buoni servizio, iniziata nel 2002); infine, integrata a prevalente componente sanitaria.

Vediamo in che misura, dal 2001 al 2003, sono variati i servizi erogati dai primi tre tipi di assistenza domiciliare (tab.17).

Tab.17 Tipi di assistenza domiciliare per sesso e anni. 2001-2003

Tipi di assistenza domiciliare

2001

2002

2003

M

F

Tot.

M

F

Tot.

M

F

Tot.

A.D. solo sociale

117

164

281

113

218

331

119

250

369

A.D. integrata in forma diretta

67

115

182

64

125

189

71

125

19

A.D. integrata in forma indiretta

-

-

-

7

6

13

11

10

21

Fonte: Azienda USL 4

Nell’area sociosanitaria pratese l’assistenza domiciliare solo sociale ha fatto registrare un indiscutibile aumento, passando dai 281 interventi del 2001 ai 369 del 2003 (con un incremento percentuale del 31%). Nello stesso periodo di tempo è invece cresciuta di meno l’assistenza domiciliare integrata in forma diretta che passa dai 182 interventi del 2001 ai 196 del 2003.

Dal 2002 è avviata l’assistenza domiciliare integrata in forma indiretta che si realizza mediante il conferimento all’utente di un assegno di assistenza (o buono-servizio). L’assegno è un titolo per l’acquisto di assistenza domiciliare presso cooperative accreditate (Consorzio di cooperative sociali “Astir” e Cooperativa sociale “Alice”). L’entità del buono varia a seconda delle condizioni economiche e del bisogno di assistenza (igiene personale, bagno assistito, cura della casa, accompagnamento) che viene espresso dalla famiglia. Come vediamo, nonostante l’esiguità del numero degli assistiti, il ricorso a tale servizio nel periodo di tempo considerato è quasi raddoppiato, passando da 13 unità del 2001 alle 21 del 2003.

Al 2003 abbiamo i dati relativi all’assistenza domiciliare integrata a prevalente componente sanitaria. In totale sono 283 gli interventi realizzati a quella data. La maggioranza delle malattie di fronte alle quali si è attivato questo tipo di intervento riguarda casi di tumore (58%); seguono a molta distanza le necessità di assistenza collegate a casi di ictus (5%) e a fratture (poco più del 2%).

L’assistenza agli anziani non si limita alla sola erogazione di prestazioni mediche ma deve tendere anche ad agevolare la vita quotidiana delle persone (dal disbrigo di pratiche burocratiche, al supporto psicologico, alla semplice compagnia).

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