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previdenziali nella direzione di un rafforzamento della loro sostenibilità finanziaria18. Si cerca in tutta Europa di innalzare i limiti d’età per accedere ai benefici pensionistici e questo si propone sia come una risposta funzionale all’aumento della vita attesa degli individui sia come una strategia per contrastare la drastica riduzione di fatto dell’età media al pensionamento e quindi anche per eliminare la riduzione dei tassi di partecipazione nelle fasce di età più anziane (in particolare fra i 55 e i 64 anni)19.

Il prolungamento della vita e il parallelo incremento della popolazione anziana non autosufficiente sono elementi che portano a reclamare l’erogazione di interventi assistenziali e sanitari crescenti20. E’ un fenomeno strutturale che coinvolge importanti ambiti della vita e segna un cambiamento sociale che riguarda il modello di sviluppo della nostra società e le regole della convivenza, sia a livello macro (relativamente alle scelte dei governi) che a livello micro (cioè nella famiglia).

Per quanto riguarda le strutture familiari, dal punto di vista sociologico, si assiste al fenomeno per cui la famiglia, con sempre meno figli e questi sempre più propensi a posticipare l’uscita dal nucleo, tende a diventare per un lungo periodo una comunità di adulti collocati diversamente nel continuum generazionale e in cui convivono tre diverse generazioni (quella che viene definita famiglia stretta e lunga). Il risultato è che per la generazione di mezzo essere genitori e essere figli contemporaneamente è una condizione che tende a durare per un tempo molto più lungo rispetto ad un

18 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione generale per le Reti Informative e per l’Osservatorio del Mercato del Lavoro, Scelte lavorative e di pensionamento degli anziani in Italia, Roma, 2003. Come viene evidenziato nel rapporto, “elementi cruciali nella decisione di pensionamento sono costituti dalle caratteristiche demografiche, famigliari e sociali del soggetto, dallo stato di salute psicofisico, dal desiderio di tempo libero e dalla predisposizione verso l’attività lavorativa di lavoro anche a età avanzate. Inoltre il processo decisionale sconta vincoli di tipo istituzionale (sintetizzati dalle norme del sistema previdenziale, che definiscono, ad esempio, un’età legale di pensionamento oppure requisiti minimi e regole che incentivano l’uscita al raggiungimento degli stessi), ma anche condizionamenti di mercato, in particolare quelli scaturenti da un mercato del lavoro che tende a espellere manodopera, magari preferibilmente anziana”. Si veda anche E. Baldacci, G. Broto, Sistema pensionistico e distribuzione del reddito tra le famiglie, in CNEL, Economia della famiglia e politiche sociali, Documenti CNEL, Roma, 2000.

19 Secondo uno studio dell’OECD, tra il 1960 e il 2000, l’età media al pensionamento è diminuita sia negli Stati Uniti che nei paesi europei, per i quali si registra una riduzione molto più accentuata. Si è passati infatti dai 65 anni del 1960 ai 60 anni del 2000. Si veda McMorrow e Roger, 2000, cit. in  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione generale per le Reti Informative e per l’Osservatorio del Mercato del Lavoro, Scelte lavorative e di pensionamento degli anziani in Italia, Roma, 2003.

20 R. Scortegagna, Invecchiare, Il Mulino, Bologna, 1999.

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