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passato in cui la vita media aveva una durata più breve21. In Italia inoltre la scarsa istituzionalizzazione dell’anziano rispetto agli altri paesi europei implica la maggiore centralità della famiglia. La rete familiare diventa allora un elemento fondamentale per la qualità della vita degli anziani22.

Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione si lega anche alla questione dei flussi migratori provenienti dai paesi in via di sviluppo e dai paesi in transizione che fornirebbero un apporto di risorse giovani ai paesi europei (Italia inclusa), tese a limitare gli effetti dell’invecchiamento demografico sul sistema pensionistico e sul mercato del lavoro. Questa ipotesi, emersa nel dibattito pubblico europeo alla fine degli anni Ottanta, trova oggi una sempre minore conferma. E’ vero infatti che “l’improponibilità di uno scambio alla pari tra nascite e immigrazioni rispetto al livello di invecchiamento di una popolazione si presta ad essere agevolmente argomentata sia in un quadro di riferimento teorico basato sul modello della popolazione stazionaria, sia attraverso appropriate verifiche empiriche”23.

La presenza sempre più cospicua di una popolazione anziana, tralasciando i grandi dibattiti politico-economici e scendendo nella quotidianità della vita degli individui, si lega tuttavia alla questione dell’immigrazione anche per vie più sotterranee, informali, nascoste. Sono le vie attraverso cui si sostanzia in casi sempre più numerosi nel nostro

21 Si parla appunto di una situazione inedita, propria delle famiglie contemporanee, che è data dalla convivenza di più coorti all’interno dello stesso nucleo familiare e che presuppone una continua rielaborazione dei rapporti familiari e generazionali. Gli esempi sono molteplici e alcuni riguardano gli effetti della maggiore longevità sui rapporti tra la generazione di mezzo, quella giovane e quella anziana. Il rapporto figlio adulto-genitore anziano si prolunga nel tempo, fino a suscitare tempeste emotive e scontri generazionali anche in età adulta. Anche l’idea della morte può risultare modificata: la normalità della presenza degli anziani sulla scena familiare da una parte consente ai giovani attese di lunga durata riguardo alla propria vita, dall’altra tende a concentrare sugli anziani l’attesa e il timore della malattia e della morte. In questo modo quando morte o invalidità colpiscono i membri più giovani della famiglia, emerge un senso di ingiustizia, di illegittimità, di non normalità. Inoltre la lunga durata della vita degli anziani può rendere più difficile a questi accettare la propria morte, così come agli adulti accettare la morte di genitori anziani, quasi che il termine ultimo della vita possa venire indefinitamente spostato. C. Saraceno, Sociologia della famiglia, Bologna, Il Mulino, 1988.

22 I. Drudi, C. Filippucci, Il costo dei figli e dei genitori anziani, in Osservatorio nazionale sulle famiglie e le politiche locali di sostegno alle responsabilità familiari, Famiglie: mutamenti e politiche sociali, vol. II, Il Mulino, Bologna, 2002, pag. 223.

23 Infatti anche alla luce dell’esercizio di simulazione, l’effetto significativo che deve essere riconosciuto all’apporto migratorio nel bilancio demografico non è tanto indirizzato ad attenuare l’invecchiamento della popolazione - fenomeno che può rispondere invece a interventi che agiscono in primo luogo sulla sfera della fecondità e della famiglia - quanto ad accrescere il peso della componente in età attiva (dal momento che la struttura per età della popolazione immigrata risulta fortemente concentrata nel segmento giovani-adulti). Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Rapporto biennale al Parlamento sulla condizione dell’anziano. Anni 2000-2001, Roma, 2003.

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