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meridione d’Italia. Il secondo tipo è quello degli “austeri marginali”: sono soprattutto donne, spesso vedove, e residenti nel centro-nord nei comuni al di sotto di 250mila abitanti; questi individui non sono poveri ma hanno a disposizione livelli minimi di risparmi e redditi medio-bassi, provenienti quasi esclusivamente dalle pensioni. Anche i loro consumi sono bassi  e scarso è il loro interesse per il mondo. Sono caratterizzati da un forte senso della religiosità e orientano i loro comportamenti secondo una cultura di tipo tradizionale; da qui la loro austerità che non lascia spazio ad alcun tipo di “leisure orientation”. Sono infine inseriti in cerchie ristrette, ma non inesistenti, di relazioni interpersonali. Il terzo tipo è rappresentato dai “ritirati sereni”, la categoria che sembra accogliere al suo interno un numero sempre maggiore di anziani. Sono ancora prevalentemente donne - ma con meno vedove rispetto alla tipologia precedente – e residenti nel nord-est e nella fascia adriatica, ma anche in Umbria e in Toscana.  I ritirati sereni hanno smesso di lavorare o comunque hanno diminuito i loro impegni e conducono un’esistenza serena e rilassata, gratificante, che talvolta presenta momenti di maggiore intensità (una vacanza, le feste, una responsabilità non ordinaria). Sono al centro di un mondo ricco di affetti, rappresentato dalla famiglia, dagli amici e dalla comunità locale. Il diventare nonni costituisce un’esperienza fondamentale per cui la terza e la quarta età sono avvertite come fasi di arricchimento piuttosto che di perdita. La quarta categoria è quella dei “tardo-adulti attivi”: sono di estrazione sociale medio-alta, principalmente residenti al nord. Continuano a comportarsi come adulti, mantenendo un elevato livello di attività professionale. Sono infatti imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi che difficilmente rinunciano agli impegni presi e non per la volontà di negare il processo di invecchiamento. Godono di un elevato livello di salute e di autonomia personale e sono caratterizzati da un uso avanzato e non senile del tempo libero. I loro consumi sono moderni e una buona parte è indirizzata verso beni di tipo culturale. L’impegno di alcuni di loro è presente anche in attività sociali, politiche, sindacali, di volontariato. La quinta categoria è inedita e dipende dal recente coinvolgimento della terza età nei processi delle trasformazioni dei costumi della società in generale. E’ la categoria dei “benestanti giovanilisti” quella che interessa gli anziani con redditi medio-alti e consumi avanzati, informazioni sul mondo ma non necessariamente scolarità e cultura. Vivono l’invecchiamento con ansia e frustrazione, cercano di eliminarlo dalla loro vita ricorrendo a comportamenti giovanilisti; di

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