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I recenti risultati raggiunti in ambito scientifico hanno in parte sfatato i miti e le credenze socio-culturali46. Anche se, occorre dirlo, l’idea di anzianità (o di vecchiaia) oggi subisce ancora l’effetto di tabù sociali e culturali e trova nuovi ostacoli per una sua piena assimilazione e normalizzazione in una società, soprattutto quella occidentale, che tende ad esaltare il culto della giovinezza47, della bellezza, della efficienza e della produttività48.

E’ soprattutto grazie alla moderna psicogerontologia che viene riportato l’interesse sui processi non patologici dell’invecchiamento49. Superando la visione classica che vede la fase della maturità come lo stadio finale e ultimo dello sviluppo50, gli studi sul ciclo di vita hanno messo in luce che lo sviluppo di un individuo non si limita ai primi periodi della vita ma che è continuo e comprende tutto il periodo dell’esistenza51. Lo sviluppo non procede in maniera uniforme e l’invecchiamento risulta essere il processo attivo di ogni individuo che cerca di adattarsi ai propri cambiamenti fisici, emotivi e intellettuali, così come ai cambiamenti sociali e ambientali.

La presenza di un buon substrato socio-culturale, un sostegno familiare comprensivo e incoraggiante, di interesse verso la persona anziana, aiuta senza dubbio l’individuo a fronteggiare le spinte al disadattamento e a mettere in atto una strategia di ricerca e conquista di un nuovo equilibrio. L’invecchiamento è quindi un processo di adattamento e di disadattamento. Il disadattamento compare quando l’anziano vede crollare i suoi punti di riferimento: la famiglia, le amicizie, il lavoro, le relazioni sociali e poi infine la propria casa, la propria camera, il proprio letto. Diventa allora

46 M. Cesa-Bianchi, G. Pravettoni, G. Cesa-Bianchi, L’invecchiamento psichico: il contributo di un quarantennio di ricerche, in “Giornale di gerontologia”, Vol. 45, n.5, 1997.

47 Come infatti osserva Renzo Scortegagna, la cultura dei nostri giorni non offre ancora una buona immagine dell’invecchiamento, dal momento che preferisce sostenere l’idea che si possa rimanere giovani per sempre. R. Scortegagna, Invecchiare, Il Mulino, Bologna, 1999.

48 La terza età (Einaudi, Torino, 1971) di Simone de Beauvoir, un’opera in cui viene analizzata la condizione della vecchiaia predominante fino a pochi decenni fa, rappresenta uno dei primi, appassionati atti di accusa rivolti all’atteggiamento della società verso gli anziani. La vecchiaia, secondo l’autrice, diventa problema sociale solo in una società che ha mitizzato la giovinezza e che si interessa degli anziani solo per i suoi fini. Tutti i sistemi sociali, inoltre, hanno ridotto gli anziani ad una categoria di emarginati, accanto ai poveri, agli immigrati, ai malati di mente.

49 P. Chiambretto, Fiori d’inverno. Cambiamenti ed evoluzione dell’approccio psicologico all’invecchiamento, in Fondazione Leonardo, Terzo rapporto sugli anziani in Italia, 2002-2003, F. Angeli, Milano, 2003.

50 G. Petter, Lo sviluppo mentale nelle ricerche di Jean Piaget, Giunti-Barbera, Firenze, 1961.

51 E. H. Erikson, I cicli della vita: continuità e mutamenti, Armando, Roma, 1984.

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