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fondamentale l’ importanza dello spazio vissuto, che è spazio psicologico e corporeo52.

Nella medicina geriatrica e nella psicologia dell’invecchiamento lo studio degli effetti provocati dall’invecchiamento sull’efficienza dei sistemi cognitivi evidenzia inoltre la presenza di fenomeni opposti. La riduzione di alcune funzioni mentali è compensata da un ulteriore sviluppo delle funzioni residue. Durante l’invecchiamento si realizza l’involuzione delle abilità mentali meno utilizzate e il mantenimento in efficienza di quelle ancora in uso. Generalmente, ad esempio, tendono a decadere la funzioni cognitive che riguardano l’apprendimento e la memorizzazione mentre si conservano abilità mentali che stanno alla base di operazioni logiche e concettuali53. E’ fondamentale la dimensione socio-culturale e ambientale, per cui un ambiente stimolante facilita la conservazione di processi logico-astrattivi. Le attività mentali infatti, se stimolate ed esercitate, si sottraggono al declino54.  

L’anziano diventa quindi un’autentica, possibile risorsa per la società. La senescenza (dal latino se nescere, perdere la cognizione di sé) cambia oggi di significato. Anche la scienza geriatrica dimostra che non è la senescenza la condizione patologica; sono piuttosto gli eventi morbosi a creare le condizioni del declino psico-fisico dell’individuo e in questo processo i fattori sociali risultano essere di fondamentale importanza55.

I fattori che influenzano i processi di invecchiamento sono molteplici: se da un lato i fattori genetici e la comparsa di malattie invalidanti possono rendere più rapido il declino psico-fisico, dall’altro adeguate e soddisfacenti condizioni socio-culturali ed economiche possono favorire il benessere degli anziani. Tra queste ricordiamo l’educazione e il livello culturale, che rappresentano in età avanzata ottimi strumenti di adattamento alla vita dopo la pensione e consentono quindi di creare delle strategie di trasformazione. A questo conducono anche il benessere economico e alti livelli di

52 G. Oliva (a cura di), L’invecchiamento psichico: credenze socio-culturali e reale stato del problema, in “Medicina Salute e Bellezza”, n.2, ottobre 2000.

53 A. R. Damasio, L’errore di Cartesio: emozione, ragione e cervello umano, Adelphi Edizioni, Milano, 1995. D. Goleman, Intelligenza emotiva, Rizzoli, Milano, 1996. J. LeDoux, Il cervello emotivo: alle radice delle emozioni, Baldini & Castaldi, Milano, 1998.

54 R. Levi Montalcini, L’asso nella manica a brandelli, Baldini & Castaldi, Milano, 2001. L’autrice, che ha più volte dichiarato di aver fatto alcune delle sue più importanti scoperte dopo i settant’anni, in questo libro non parte da considerazioni etiche, sociologiche o psicologiche, bensì mediche, con le quali dimostra che il cervello dell’uomo invecchiando perde alcune prerogative, ma le sostituisce con altre che in parte compensano e superano quelle perdute.

55 M. Cesa-Bianchi, L’invecchiamento psichico, in Invechiare bene… anzi, molto bene!, articolo reperibile in www.benessere.com.

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