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si ritrova anche nel processo di mobilità sociale che caratterizzava i lavoratori pratesi. Infatti “in passato il possesso di un titolo di studio medio o elevato non ha inciso in modo rilevante nel passaggio da un ceto medio-basso a quello di imprenditore, mentre sono risultate determinanti l’appartenenza allo stesso settore - prevalentemente il tessile - per tradizione familiare, oppure l’aver compiuto esperienze lavorative all’interno del medesimo settore 64.”

Passando infine allo stato civile, vediamo come la grande maggioranza degli anziani sia coniugata (64%) mentre per il 27% vale la condizione di vedovanza (tab.7). Da notare che la percentuale di celibi e nubili (6%) è di gran lunga superiore alle quote che riguardano la convivenza non coniugale e lo stato di separato/divorziato (entrambe di circa l’1%).

Tab.7 Distribuzione del campione per stato civile

Valore assoluto

Valore percentuale

Coniugato/a

166

64,3

Vedovo/a

70

27,1

Celibe/nubile

16

6,2

Convivente

3

1,2

Separato/a, divorziato/a

3

1,2

Totale

258

100,0

64 F. Giovani, L. Leonardi, C. Martelli, L’evoluzione demografica e sociale, in P. Giovannini, R. Innocenti (a cura di), Prato metamorfosi di una città tessile, F. Angeli, Milano, 1996, pag. 21

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